MANTOVA – La presentazione della nuova prima maglia del Mantova per la stagione 2026/27, bianca (ispirata ad un modello anni ‘60) e priva della tradizionale banda rossa trasversale, ha acceso il dibattito tra i tifosi. Molti hanno protestato, parlando di una rottura con la tradizione e altro, invece, hanno invitato a guardare la storia con maggiore distacco. Tra questi c’è Andrea Malavasi, fondatore della pagina “Maglie Mantova”, museo online delle divise biancorosse e storico collezionista.
Dopo avere consultato libri, fotografie d’epoca e il proprio archivio, Malavasi ha voluto verificare quanto la banda trasversale sia stata realmente presente nella storia del club. «Volevo capire quante volte, in 115 anni di storia, abbiamo davvero giocato con la banda trasversale».
Il risultato della sua ricerca è chiaro: «Circa 30 stagioni su 115 con la banda. Tradotto: il 26% della nostra storia. Significa che nel 74% delle stagioni il Mantova è sceso in campo senza». Numeri che, secondo il collezionista, raccontano una realtà diversa da quella emersa in queste ore sui social. «Questi sono numeri. E sui numeri c’è poco da discutere».
Malavasi ricorda come la banda sia tornata stabilmente alla fine degli anni Novanta, durante la gestione Freddi, diventando poi un segno distintivo soprattutto negli anni Duemila: dalla promozione in C1 ai campionati di Serie B con Lori, fino alle otto stagioni consecutive, dal 2018/19 al 2025/26, nelle quali ha caratterizzato la prima divisa.
Il valore simbolico della banda, però, è innegabile. «Poi c’è il cuore. E lì è normale che ognuno la viva a modo suo. Si è scelto di rinunciare, almeno per una stagione, a un’identità visiva fortissima, cresciuta e consolidata soprattutto negli ultimi vent’anni. Perdiamo un simbolo che ci rendeva immediatamente riconoscibili in tutta Italia? Sì. Mi dispiace? Sì. E spero che la banda torni già dalla prossima stagione, o almeno in una versione speciale per festeggiare i 116 anni».
Secondo Malavasi, tuttavia, parlare di una storia «tradita», «dimenticata» o addirittura «infangata» è una lettura eccessiva. «Dire che senza banda questa non è più la storia del Mantova significa confondere una tradizione recente, per quanto forte e amata, con 115 anni di storia». La nuova maglia, conclude, «richiama comunque altre pagine del nostro passato, anche vincenti. Si può preferire la banda, ci mancherebbe. Ma raccontare che la storia sia stata cancellata mi sembra francamente eccessivo. A volte la memoria è selettiva. L’archivio, per fortuna, molto meno».

















