Mantova, la Biennale Light Art guarda all’universo e lancia un messaggio di pace

MANTOVA – Un piccolo punto luminoso disperso nell’immensità dell’universo. È la Terra vista da oltre sei miliardi di chilometri di distanza, fragile e minuscola, ma anche l’unica casa che abbiamo. È da questa immagine, diventata simbolo della vulnerabilità del nostro pianeta, che prende spunto “Un pallido punto blu”, la sesta edizione della Biennale Light Art, che da sabato 31 ottobre porterà alla Casa del Mantegna di Mantova le opere di 22 artisti italiani e internazionali. Un viaggio tra luce, arte e tecnologia, ma anche un invito a riflettere sul presente, sulle guerre, sulla tutela dell’ambiente e sulla responsabilità dell’uomo verso il pianeta.
Curata da Vittorio Erlindo, la Biennale sarà inaugurata sabato alle 17.30 e resterà aperta fino al 31 gennaio 2027. Le installazioni luminose troveranno spazio nelle sale della Casa del Mantegna, mentre un’opera sarà visibile anche nello Studio Benedini & Partners di via Acerbi, proprio di fronte alla sede espositiva.
L’iniziativa è stata presentata questa mattina alla Casa del Mantegna. A introdurre i relatori sono stati il presidente della Provincia di Mantova Carlo Bottani, intervenuto in videoconferenza, e la dirigente Camilla Arduini. Sono quindi intervenuti il curatore Vittorio Erlindo, Vittorio Longheu e Giampaolo Bedini, rispettivamente presidente e fondatore di Mantova Creativa, associazione che quest’anno collabora per la prima volta alla realizzazione della manifestazione.
La Biennale, manifestazione internazionale dedicata alle espressioni artistiche contemporanee che scelgono la luce come materia espressiva primaria, intreccia la ricerca scientifica e tecnologica con una profonda riflessione etica, poetica ed esistenziale sul nostro presente.
Come spiegato dagli organizzatori, le nuove tecnologie illuminotecniche hanno trasformato la luce da semplice strumento rappresentativo a vero e proprio linguaggio autonomo, capace di esplorare nuove potenzialità percettive, simboliche e relazionali, ridefinendo il rapporto tra individuo, spazio e comunità.

Dalla fotografia della Voyager 1 un messaggio di pace

A ispirare il titolo della sesta edizione è “Pale Blue Dot”, il celebre scatto fotografico voluto nel 1990 dall’astronomo Carl Sagan e realizzato dalla sonda Voyager 1 durante il suo viaggio nello spazio. Un’immagine destinata a diventare una delle più significative nella storia dell’esplorazione spaziale, proprio per la sua capacità di restituire la dimensione infinitesimale della Terra rispetto all’immensità dell’universo.
«La fotografia del Pallido punto blu – ha commentato Erlindo – invita a comprendere che, in uno spazio sconfinato, la Terra è l’unica casa a noi data: una riflessione che sollecita l’abolizione delle guerre e delle armi, la tutela dell’ambiente e il rifiuto delle logiche di sopraffazione e distruzione. La mostra si pone l’obiettivo di sfidare l’irragionevolezza del presente attraverso la ragione e la forza visiva di opere d’arte luminose e gioiose».
Il curatore ha poi aggiunto: «Siamo fotograficamente lì e fisicamente qui su questa Terra, per ribadire che non ce ne vogliamo andare e che, nonostante il buio di questi giorni, abbiamo ancora occhi luminosi. La luce è la ragione intima e ineluttabile del nostro abitare la Terra nel colorato giardino del sistema solare».

Un percorso tra installazioni luminose e suggestioni visive

Alla Biennale parteciperanno 22 artisti, tra cui nomi di rilievo internazionale come il tedesco Joannes Pfeiffer, la giapponese Oki Izumi e la statunitense Dora Tass, le cui opere daranno vita a un dialogo suggestivo tra materia visibile, luminosità e ombra.
L’allestimento è pensato per offrire ai visitatori un’esperienza raccolta, contemplativa e meditativa. Gli ambienti interni della Casa del Mantegna diventeranno così spazi nei quali la luce non sarà soltanto un elemento da osservare, ma uno strumento per stabilire una relazione profonda tra l’opera d’arte, il visitatore e lo spazio circostante.
La Biennale uscirà anche dalle sale museali per coinvolgere lo Studio Benedini & Partners di via Acerbi, dove dalla vetrina sarà possibile ammirare l’opera di Manuela Bedeschi dal titolo “Sogna” e “Vola”.

La mostra aperta fino al 31 gennaio, ingresso gratuito

L’ingresso alla Biennale Light Art è libero. L’esposizione sarà visitabile fino al 31 gennaio 2027, dal martedì al venerdì dalle 8.30 alle 13 e dalle 14 alle 15.30, mentre il sabato e la domenica gli orari saranno dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. La mostra resterà chiusa il 25 dicembre e il 1° gennaio.
L’iniziativa è stata realizzata con il patrocinio e la collaborazione della Provincia di Mantova, con il sostegno e il patrocinio della Regione Lombardia e il patrocinio del Comune di Mantova.
L’evento è sostenuto anche da Fondazione Comunità Mantovana, Tea Rete Luce, Photosol, Elettroimpianti, Enlight Energy Service, Siel Impianti, R.H.D.P. e Bosi Energia per la Vita. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale www.biennalelightart.it e i profili social della manifestazione su Facebook e Instagram.

Fiorenzo Cariola