(Adnkronos) – “I mercati più importanti sono quelli più vicini, perché noi, per questioni logistiche e di shelf life, cioè di durata del prodotto, purtroppo non possiamo andare troppo lontano. La Francia continua a darci grandi soddisfazioni”. Così Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, che a margine del World Buffalo Congress, in corso a Sorrento, indica nell’innovazione tecnologica una strada per ampliare le opportunità di esportazione. “Per internazionalizzare il nostro commercio dobbiamo guardare anche a mercati un po’ più distanti. Le riflessioni che stiamo facendo in questi giorni, durante questo congresso mondiale, riguardano anche l’innovazione tecnologica e gli strumenti che ci possano consentire di soddisfare le richieste che arrivano, per esempio, dagli Stati Uniti e dal Giappone”, spiega Saccani.
È proprio sulla tecnologia che Saccani richiama l’attenzione, invitando a superare le diffidenze nei confronti dell’innovazione: “non deve essere vista come un demonio. L’innovazione tecnologica ha sempre spaventato l’uomo, dalla notte dei tempi. Noi dobbiamo applicarla per mantenere livelli qualitativi di eccellenza del nostro prodotto, perché solo sulla qualità possiamo competere sui mercati. La qualità, dunque, resta il punto di partenza anche nella prospettiva di raggiungere consumatori geograficamente lontani. Dobbiamo anche mettere il consumatore lontano nelle condizioni di poter apprezzare il nostro prodotto. Per questo l’innovazione è il punto sul quale dobbiamo lavorare per esportare di più”.
“Il rapporto tra nuove tecnologie e tipicità rappresenta, secondo il direttore del Consorzio, una delle questioni centrali per il futuro della filiera. Le nuove tecnologie sono la sfida per il futuro. Sembra una contraddizione, ma per mantenere la tipicità dobbiamo aprire la porta all’innovazione”, conclude Saccani.

















