VIADANA – La situazione dell’Ospedale di Comunità di Casalmaggiore e, di riflesso, il futuro della analoga struttura di Viadana sono stati al centro del dibattito nel corso dell’ultimo consiglio comunale, con la risposta del sindaco Nicola Cavatorta alla interrogazione della consigliera di minoranza Mara Azzi.
“Ho sentito Stefano Manfredi, direttore generale di Ats Val Padana, lunedì 27 luglio alle 15” ha esordito il primo cittadino in risposta alla domanda di Azzi se, appunto, ci fosse stato un contatto in merito alla programmazione territoriale. “Per quanto riguarda la situazione dei posti letto presso l’ospedale Oglio Po – ha continuato Cavatorta – si è passati dai 48 posti per acuti ai 40, quindi 8 posti in meno. Asst Cremona dispone di 548 posti letto di cui 100 nel nosocomio di Casalmaggiore. La riduzione di 20 posti letto tra Cremona e l’Oglio Po corrisponde a un 3,6% sul totale. Con l’aggiunta di 20 posti letto nel neo costituito Ospedale di Comunità di Casalmaggiore si possono contare un totale di 60 posti letto tra acuti e post acuti (cosiddette lungodegenze)”.
“Questo – ha proseguito il sindaco in aula – è da identificare anche nell’evoluzione delle cure mediche ospedaliere che si è verificata negli anni ed è in continua evoluzione. Lo stesso Manfredi ha dichiarato che in un’ottica di pianificazione di risorse PNRR disponibili a livello regionale, è stata individuata la struttura di Casalmaggiore per la nascita di un nuovo Ospedale di Comunità. La programmazione sanitaria territoriale è in capo a Regione Lombardia. Le carenze di personale sanitario oggigiorno, come in tanti altri settori, è un dato oggettivo che merita tutta l’attenzione delle istituzioni”.
Sull’ipotesi di un futuro smantellamento del presidio di Viadana, paventata da Azzi nell’interrogazione, “si tratta – ha risposto Cavatorta – di un’eventualità da scongiurare e che al momento non emerge da nessuna intenzione e dati rilevati, tanto che a seguito di colloqui con la dott.ssa Gerola, direttore generale di Asst Mantova, ho ricevuto più di una rassicurazione che l’obiettivo, appunto, è per gli anni a venire quello di rafforzare i servizi e le prestazioni erogate all’interno della Casa di Comunità di Viadana. La partenza dello sportello Voci in Rete per l’ascolto delle donne vittime di violenza ne è la dimostrazione”.
“Detto questo – ha concluso Nicola Cavatorta – va precisato che tutti gli Ospedali di Comunità hanno le stesse regole di ricovero, è quindi frequente che un paziente possa essere ricoverato in un ODC lontano dal suo Comune di residenza. Come Amministrazione comunale ci siamo posti l’obiettivo di ottenere report dei servizi erogati e delle prestazioni eseguite presso le Case di Comunità dell’Oglio Po, con l’obiettivo di analizzare l’andamento delle strutture e di monitorare la provenienza dei ricoverati, ben consci del fatto che ridurre il disagio nei trasporti e nei trasferimenti extra comune da parte dei dirigenti è un ulteriore servizio e attenzione dato alla nostra comunità. Permane comunque l’obiettivo di condividere le sinergie con gli altri Comuni del territorio al fine di sviluppare strategie per il rafforzamento dei servizi socio sanitari, mantenendo aperto il dialogo con le dirigenze generali di Ats Val Padana, Asst Mantova e Cremona.


















