Mps, a rischio oltre mille lavoratori mantovani: Carra chiede l’intervento di Regione e Governo

MANTOVA –  Il futuro del Monte dei Paschi di Siena e le possibili ricadute occupazionali sul territorio mantovano tornano al centro del confronto politico e istituzionale. Sono infatti circa 950 i dipendenti Mps occupati nelle filiali della provincia di Mantova, ai quali si aggiungono altri 80-100 mantovani che lavorano in sedi dell’istituto presenti in altre province. Numeri che rendono particolarmente delicati gli sviluppi dell’operazione bancaria e che spingono il consigliere regionale del Partito Democratico Marco Carra a chiedere un intervento immediato di Regione Lombardia, Provincia e Governo per ottenere garanzie concrete sulla tenuta occupazionale e sul futuro della banca. La presa di posizione arriva dopo l’assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi del 29 ottobre, che ha respinto il progetto di fusione con Mediobanca e le offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali, aprendo una nuova fase nella vicenda dell’Opas promossa da Intesa Sanpaolo.
«La vicenda Mps non è ancora arrivata all’approdo conclusivo, ma dopo l’esito dell’assemblea degli azionisti di Mps di qualche giorno fa è urgente che Regione e Provincia promuovano un’iniziativa unitaria e il coinvolgimento del Governo è necessario perché solo il Governo dispone degli strumenti per fissare garanzie e vincoli formali», dichiara Carra.

«Serve una strategia comune per tutelare il territorio»

Per il consigliere regionale dem la priorità è evitare che gli sviluppi dell’operazione possano tradursi in conseguenze pesanti per i lavoratori e le loro famiglie. Da qui la richiesta di un coordinamento tra i diversi livelli istituzionali, con un ruolo diretto anche dell’esecutivo nazionale. «Non possiamo permetterci che politica e istituzioni perdano di vista la posta in gioco», sottolinea Carra. «Va costruita quell’unità istituzionale fondamentale per evitare che vi siano ripercussioni di carattere sociale pesanti per la nostra comunità provinciale. Per questo ritengo fondamentale che i vertici della Provincia e della Regione si incontrino rapidamente per condividere una strategia da portare avanti. Per questa ragione chiederò con un’interrogazione al presidente della Regione Fontana di attivarsi per affrontare la questione».

«Non bastano più le parole, servono garanzie formali»

«È indifferibile un nuovo confronto tra istituzioni locali, Regione e Governo per definire garanzie formali», ribadisce il consigliere regionale. «Nei mesi scorsi si era registrata una convergenza significativa di tutti i livelli istituzionali che aveva visto anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni pronunciarsi contro lo smembramento della banca. Ora, però, le parole non bastano più: servono atti e impegni concreti per tutelare il nostro territorio».
Tra le richieste avanzate dal consigliere del Pd figura anche il mantenimento del marchio Mps, considerato un elemento fondamentale nella difesa dell’identità e della struttura dell’istituto.
«Occorre costruire una piattaforma condivisa che punti a salvaguardare il più possibile l’integrità della struttura aziendale di Banca Mps, a partire dal mantenimento del marchio. I dipendenti Mps occupati nelle filiali di Mantova sono circa 950 ai quali vanno aggiunti circa 80/100 mantovani che lavorano in filiali presenti in altre province. Muoviamoci tutti insieme per evitare il peggio, a tutela dei dipendenti, delle loro famiglie e delle nostre comunità».