MANTOVA – Mentre il Circolo libertario mantovano invita la cittadinanza a partecipare al presidio antimilitarista che si terrà domani, mercoledì 4 novembre, a partire dalle ore 16 a Mantova in largo XXIV Maggio, di fronte al Famedio, non tarda ad arrivare la risposta dell’estrema destra tramite Progetto Nazionale “Terre dei Gonzaga”.
“Quando è uscita la notizia di un presidio antimilitarista – afferma il referente territoriale Luca Viani – abbiamo atteso qualche giorno. Non perché avessimo la speranza che fosse solo uno “scherzetto” di Halloween, ma perché ci aspettavamo qualche presa di posizione istituzionale per far spostare l’iniziativa. Non siamo soliti chiedere di vietare manifestazioni, al contrario di quanto fanno abitualmente gli stessi organizzatori del presidio, ma la scelta del luogo è assolutamente irrispettosa nei confronti di tutti i soldati lì sepolti”.
“Come Progetto Nazionale – continua Viani – abbiamo più volte affermato che tutta l’Europa, Italia compresa, deve tornare a essere una potenza, anche militare. Riteniamo, quindi, assurdo che qualcuno chieda che l’Italia sia sempre di più in balia delle potenze straniere, come un bambino indifeso contro i bulli. Che la piazza individuata (e concessa) sia a pochi metri da dove sono sepolti e ricordati tanti giovani morti per l’Italia, e in una data così simbolica, è vergognoso”.
Il presidio antimilitarista è organizzato insieme a Nonunadimeno, Arci Virgilio, Sinistra italiana, Emergency, Mantova per la pace, Rifondazione comunista ed EuropaVerde. Il presidio inizierà con il flash mob delle Donne in cammino per la pace. “La guerra – scrivono i referenti in una nota – è ferocia, è pianto, è urla, è dolore, è straziante, è infamia, è morte. Disertare per noi libertari e libertarie è una necessità tanto forte, tanto onesta, tanto irrinunciabile. La guerra è il crimine più meschino e diabolico eppure in Italia ancora si festeggia ogni 4 novembre quell’immane carneficina – la I Guerra Mondiale – che portò milioni di morti, mutilati, invalidi, dispersi, stupri, fucilazioni di massa, fosse comuni, devastazioni ambientale. Il 4 novembre, come ogni anno, facciamo memoria delle migliaia di compagne e compagni anarchici, libertari, anti-autoritari, non violenti, socialisti che furono fucilati durante la Prima Guerra Mondiale perché scelsero di non fare la guerra e diamo memoria a tutte le giovani donne e ai giovani uomini che su tutti i fronti di guerra sacrificano oggi la loro vita per non uccidere”.

















