BONDANELLO (MOGLIA) – Ottant’anni di storia, di sport, di amicizie e di passione per il proprio paese. Ottant’anni raccontati attraverso le voci e i ricordi di chi ha vissuto una straordinaria esperienza che ha attraversato generazioni, trasformando una società sportiva in un punto di riferimento per un’intera comunità.
Venerdì 6 novembre alle ore 17.30, al Teatro Italia di Bondanello, in piazza Cesare Battisti 75, sarà proiettato il documentario “Una straordinaria storia di provincia – Walter Vaccari Bondanello 1946-2026”, realizzato in occasione dell’ottantesimo anniversario della storica polisportiva.
Il film, con la regia di Davide Prandini e il montaggio di Dino Rasini, ricostruisce attraverso una ventina di testimonianze una vicenda che va ben oltre i risultati sportivi. È il racconto di un piccolo paese della pianura padana che, uscito dalle macerie della Seconda guerra mondiale, trova nello sport la forza per ripartire, ritrovarsi e costruire nuove prospettive.
Una storia fatta di persone, volontariato, sacrifici e grandi passioni. Di generazioni che si sono passate il testimone, condividendo la convinzione che lo sport potesse rappresentare non soltanto un’occasione di divertimento e competizione, ma anche un modo per tenere unita la comunità e far crescere il proprio territorio.
L’ingresso alla proiezione sarà libero e gratuito, senza obbligo di prenotazione.
Dalla tragedia della guerra a ottant’anni di sport e comunità
La storia della Walter Vaccari comincia il 15 marzo 1946, quando un gruppo di cittadini decide di fondare una società sportiva intitolandola a un giovane di Bondanello, Walter Vaccari, arruolato nella Marina militare e morto a soli 22 anni,

il 9 settembre 1943, durante la Seconda guerra mondiale.
I colori scelti sono il bianco e l’azzurro, mentre il primo presidente è Rello Aleotti. Fin dall’inizio la società diventa qualcosa di più di un’associazione sportiva: un luogo di aggregazione capace di coinvolgere l’intero paese, grazie soprattutto all’impegno volontario dei suoi abitanti.
La prima grande passione è il ciclismo, con l’organizzazione del Gran Premio Caduti per la Libertà, competizione dedicata alla memoria degli otto bondanellesi morti il 13 maggio 1945 nell’esplosione accidentale di materiale bellico abbandonato dai nazisti. La manifestazione raggiunge negli anni un prestigio internazionale, richiamando atleti anche dall’estero.
Nel 1960 arriva il tennis, destinato a diventare uno dei simboli della polisportiva.

Il primo campo in terra battuta nasce grazie all’impegno di tanti cittadini, sostenuti dall’entusiasmo del medico del paese, Antonio Colombini, che contribuirà a diffondere la passione per uno sport allora considerato elitario.
Tra gli episodi rimasti nella memoria c’è quello di un improvviso blackout che, durante i lavori per completare il campo, lascia il paese al buio: saranno i fari delle automobili, accorse sul posto, a permettere ai volontari di continuare a lavorare. Un piccolo episodio che racconta meglio di tanti numeri lo spirito di quegli anni.
Successivamente arriveranno anche il calcio, dal 1979 al 2003, e il calcetto, con la conquista di due titoli provinciali Csi nel 1998 e nel 1999.
Oggi la Walter Vaccari, insignita nel 2006 della Stella di Bronzo al Merito Sportivo del Coni, continua la propria attività con centinaia di soci, mantenendo vivo quel legame con la comunità che ne ha caratterizzato la storia fin dalla fondazione.
Un documentario per raccontare le radici di un paese
Il documentario rappresenta uno degli appuntamenti più significativi del programma organizzato per celebrare gli ottant’anni della società. La proiezione di venerdì si inserisce inoltre nelle manifestazioni che accompagnano l’apertura della decima edizione di Fumana – Immaginari delle pianure, il festival dedicato alle storie, alle identità e alle culture del territorio.
Perché raccontare gli ottant’anni della Walter Vaccari significa, in fondo, raccontare ottant’anni di Bondanello: le persone che hanno creduto in un progetto, quelle che lo hanno fatto crescere e quelle che oggi ne raccolgono l’eredità. Una storia nata dalla voglia di ricominciare dopo la guerra e che, otto decenni più tardi, continua a parlare di appartenenza, impegno e amore per la propria terra.
















