Dopo anni di numeri sottotono il 2026 sembra essere la vera svolta e sarà proprio la stagione estiva a fare la differenza. Dopo edizioni ridotte, cancellazioni dell’ultimo minuto e dirette streaming che hanno fatto da sostituzione ecco che i grandi festival culturali, i concerti e gli eventi tornano in forma piena con un calendario nazionale (e non solo) pronto a fare la differenza.
I cartelloni sono ambiziosi, sono attesi ospiti da tutto il mondo e ci sono location effetto wow pronte a farci battere il cuore… e il pubblico? Ovviamente ne sentiva il bisogno. Basti vedere a come le aperture delle prevendite portino velocemente a sold out, server in crash e file virtuali che contano decine di migliaia di persone in attesa. Lo scandalo dei biglietti degli Oasis andati a ruba e con una febbre da concerto globale ha fatto il giro del mondo.
La corsa al biglietto è diventata un rito a sé, quasi un evento nell’evento. Molti appassionati scelgono furbamente di utilizzare una email temporanea per acquistare i pass degli eventi, evitando così di intasare la propria casella principale con decine di newsletter promozionali degli sponsor. Una precauzione comprensibile, visto che iscriversi a una piattaforma di ticketing, significa spesso aprire le porte a mesi di comunicazioni commerciali più o meno gradite.
Il boom delle prevendite: numeri che non mentono
Glastonbury esaurito in meno di un’ora, Coachella con liste d’attesa nell’ordine delle centinaia di migliaia, Primavera Sound a Barcellona che registra prevendite record. Ma non è solo una questione di festival stranieri.
In Italia il fenomeno è altrettanto pronunciato: il Salone del Libro di Torino sta registrando presenze da primato nell’ultima edizione, mentre manifestazioni come Taobuk in Sicilia o il Festival della Letteratura di Mantova faticano a soddisfare una domanda che cresce anno dopo anno. Un esempio lampante? Il sold out di Bisio al teatro di qualche mese fa.
I numeri parlano di un settore che non solo si è ripreso, ma che in certi casi ha superato i livelli pre-pandemia. Le piattaforme di ticketing online e una miriade di operatori più piccoli registrano picchi di traffico che mettono a dura prova le infrastrutture digitali nelle prime ore di ogni apertura di vendita.
La trappola digitale
Dove c’è domanda elevata e offerta limitata, arriva il pericolo. È una legge quasi naturale. I bot acquistano biglietti in blocco nel giro di secondi, e qualche ora dopo gli stessi pass riappaiono su siti di rivendita a prezzi triplicati, quadruplicati.
L’Italia resta uno dei Paesi maggiormente colpiti dal cybercrimine: nel 2025 sono stati registrati il 9,6% degli incidenti globali come mostrato dal Rapporto Clusit 2026. A essere colpite sono aziende e PMI, privati cittadini e spesso persino istituzioni pubbliche.
Tutti noi possiamo difenderci, però, con alcuni strumenti: scegliere solo canali ufficiali per l’acquisto è il primo step. Se un evento risulta esaurito, non dobbiamo farci cogliere in inganno dalle rivendite convenienti da terze parti: agire velocemente, senza leggere le recensioni e senza tutele ci espone a un potenziale pericolo.
Controllare l’URL è altrettanto importante. Ultimo dettaglio assolutamente fondamentale è l’uso di password uniche per ogni piattaforma e provare ad attivare dove possibile la doppia autenticazione con codici OTP.
Il ritorno alla cultura e all’intrattenimento è un segnale che il settore sta davvero ripartendo e che le località si stanno impegnando a proporre un calendario di eventi che funziona.
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