MANTOVA – Dopo il riconoscimento della cucina italiana, anche l’artigianato potrebbe puntare a entrare tra i patrimoni culturali immateriali dell’Unesco. È la proposta lanciata dalla Cna, che invita a valorizzare il patrimonio rappresentato dai mestieri artigiani italiani, considerati un elemento distintivo del Made in Italy. Per l’associazione, in Italia si contano oltre trecento mestieri artigiani, espressione di un patrimonio di competenze, creatività e tradizioni che continua a caratterizzare il sistema produttivo nazionale e a contribuire allo sviluppo delle comunità locali.
“La forza del Made in Italy risiede nella capacità dei nostri artigiani di abitare la tecnica senza esserne sostituiti – afferma la direttrice della Cna, Elisa Rodighiero –. Le imprese utilizzano le tecnologie più avanzate, compresa l’intelligenza artificiale, ma continuano a preservare quel saper fare fondato sull’intuizione, sulla qualità e sul valore del lavoro manuale che nessuna macchina potrà replicare.” Per la Cna, il futuro dell’artigianato passa quindi dalla capacità di coniugare tradizione e innovazione, mantenendo vive le competenze che rappresentano uno dei punti di forza dell’economia italiana.
Sulla stessa linea anche il portavoce dell’associazione, Franco Bruno, che sottolinea il ruolo degli artigiani nello sviluppo dei territori. “Investire nei mestieri artigiani significa salvaguardare un patrimonio di conoscenze e creare nuove opportunità di crescita per le future generazioni. Per questo l’artigianato italiano merita a pieno titolo il riconoscimento di patrimonio dell’umanità.”


















