MANTOVA – Si è aperto con il flash mob delle “Donne in cammino per la pace” il presidio antimilitarista organizzato oggi pomeriggio a Mantova, in Largo XXIV Maggio, di fronte al Famedio. Intervenendo al presidio, Luca Dotti, del Circolo pacifista mantovano, ha chiesto al Comune di Mantova di istituire il registro delle disertrici e dei disertori, come hanno già fatto 110 Comuni in Italia, per garantire l’obiezione di coscienza.
Il flash mob delle donne per la pace: «Fermiamo il riarmo, basta guerre»
All’appuntamento hanno partecipato alcune decine di persone. A promuoverlo, nella Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, è stato il Circolo libertario mantovano, insieme a Nonunadimeno, Arci Virgilio, Sinistra Italiana, Emergency, Mantova per la pace, Rifondazione Comunista ed Europa Verde.
Le donne hanno formato un semicerchio esponendo, in un primo momento, la scritta “Fermiamo il riarmo” e successivamente una seconda frase: “Basta con le guerre!”. Si sono quindi alternate canzoni pacifiste e interventi. Hanno preso la parola, tra gli altri, oltre a Dotti, Lucilla Luciani e Anita Pasotti.
“La guerra è il crimine più meschino e diabolico – hanno affermato gli organizzatori – eppure in Italia ancora si festeggia ogni 4 novembre quell’immane carneficina che è la I Guerra Mondiale e che portò milioni di morti, mutilati, invalidi, dispersi, stupri, fucilazioni di massa, fosse comuni, devastazioni ambientale. Il 4 novembre, come ogni anno, facciamo memoria delle migliaia di compagne e compagni anarchici, libertari, anti-autoritari, non violenti, socialisti che furono fucilati durante la I Guerra Mondiale perché scelsero di non fare la guerra e diamo memoria a tutte le giovani donne e ai giovani uomini che su tutti i fronti di guerra sacrificano oggi la loro vita per non uccidere”.
Spese militari e presenza delle Forze Armate nelle scuole n
el mirino degli organizzatori
E ancora: “Quanto spendiamo per fare la guerra? Il Rapporto di performance 2025 del Ministero della Difesa, trasmesso al Parlamento a metà giugno scorso, certifica una spesa di 35.519 milioni di euro, con un incremento della spesa militare di oltre 4,2 miliardi rispetto a quanto previsto inizialmente dalla Legge di Bilancio e un aumento di quasi 3,7 miliardi rispetto al 2024. In questo contesto denunciamo la presenza sempre più invasiva dei militari nelle università e nelle scuole. L’Osservatorio per monitorare e denunciare l’attività di militarizzazione nelle scuole e nelle università denuncia la svolta che sta avvenendo nella scuola italiana con attività in aumento esponenziale di informazione e orientamento sulle opportunità di arruolamento. Questa attività che incitano alla morte e alla distruzione si tengono nelle scuole e nelle caserme anche attraverso l’alternanza scuola-lavoro. Siamo qui per contrastare le logiche belliche esercitate sulla nostra vita quotidiana” concludono i promotori del presidio.
Fiorenzo Cariola

















