Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Domani, 24 agosto, scade il taglio di 17 centesimi al litro delle accise sul gasolio, proprio mentre milioni di italiani sono alle prese con il primo grande controesodo dopo Ferragosto e i prezzi alla pompa continuano a salire. Benzina e diesel hanno infatti raggiunto livelli che non si vedevano da anni, con il gasolio che in autostrada ha ormai toccato quota 2,20 euro al litro.
Una situazione che rischia di trasformare il rientro dalle vacanze in una vera stangata per le famiglie e di produrre nuovi rincari a cascata sull’intera economia. Per prorogare gli interventi sui carburanti servirebbero però risorse consistenti. Ed è proprio mentre si avvicina la scadenza dello sconto che prende corpo a Bruxelles la proposta di sei Paesi europei, tra cui l’Italia, per introdurre una tassa comunitaria sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, destinando il maggiore gettito a misure di sostegno per famiglie e imprese colpite dal caro-energia.
Germania, Italia, Austria, Polonia e Portogallo, insieme alla Spagna, avrebbero chiesto di portare il tema al prossimo confronto tra i ministri delle Finanze europei. Una strada sulla quale punta anche il governo italiano. La vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Augusta Montaruli ha sottolineato come «il governo Meloni è in prima fila per sostenere gli italiani anche su questo fronte. Ora l’Europa ci ascolti».
Benzina sopra i due euro, diesel a 2,20 in autostrada
Intanto i numeri diffusi dal ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano un nuovo aumento dei listini. La benzina in modalità self service sulla rete stradale nazionale ha raggiunto una media di 2,008 euro al litro, rispetto ai precedenti 2,005 euro. In autostrada il prezzo medio della verde è salito invece a 2,085 euro, contro 2,080. Ancora più pesante il dato relativo al gasolio: sulla rete ordinaria il prezzo medio self è arrivato a 2,128 euro al litro, rispetto a 2,122 della rilevazione precedente, mentre in autostrada ha raggiunto 2,200 euro, in forte aumento rispetto a 2,186. Il taglio di 17 centesimi sul diesel – 14 centesimi di accisa più Iva – era stato deciso dal governo il 28 luglio e successivamente prorogato il 4 agosto, con uno stanziamento complessivo di 245 milioni di euro. La misura resterà in vigore fino alla mezzanotte del 24 agosto. Dal 25 agosto entrerà invece in funzione il meccanismo delle accise mobili, che permette di utilizzare il maggiore gettito Iva prodotto dall’aumento delle quotazioni internazionali del petrolio per ridurre temporaneamente il peso delle accise. Lo stesso strumento era già stato utilizzato a fine luglio: il decreto Mef-Mase del 27 luglio aveva consentito una riduzione dell’accisa sul gasolio per due giorni utilizzando 20,5 milioni di euro di maggiore gettito Iva.
Consumatori all’attacco: «Rischio effetto domino»
Le associazioni dei consumatori chiedono però interventi più incisivi. Assoutenti sollecita il governo a prolungare il taglio delle accise almeno fino al 6 settembre, indicando proprio negli extraprofitti di società energetiche, petrolieri, banche e assicurazioni una possibile fonte di copertura. «L’abnorme crescita dei listini ai distributori rischia di creare un effetto domino sull’economia italiana con rincari a cascata in tutti i settori», avverte il presidente dell’associazione Gabriele Melluso. L’Unione nazionale consumatori parla invece di livelli ormai vicini ai massimi degli ultimi anni. Secondo il presidente Massimiliano Dona, per ritrovare medie settimanali superiori agli attuali prezzi rilevati dal Mimit bisogna tornare indietro fino al marzo del 2022.
Sul piede di guerra anche le opposizioni. La segretaria del Pd Elly Schlein torna a chiedere l’utilizzo delle accise mobili per contrastare il caro-benzina, mentre il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte sollecita la convocazione di un Consiglio dei ministri straordinario dedicato all’emergenza carburanti.
Nel frattempo a pagare sono soprattutto gli automobilisti. Secondo i calcoli del Codacons, tra carburante, pedaggi autostradali e soste nelle aree di servizio, il rientro dalle vacanze può arrivare a costare circa 270 euro a famiglia e sfiorare in alcuni casi i 300 euro. Un conto destinato a pesare ancora di più proprio nei giorni del grande controesodo.
















