Liberò Gonzaga dai nazisti, deposta una corona d’alloro in ricordo del partigiano sovietico Nakaorcemnij

GONZAGA – Domenica mattina presso il monumento commemorativo dedicato ai Partigiani che nel 1944 liberarono la cittadina della bassa mantovana, si è svolta una cerimonia in onore del partigiano sovietico Aleksandr Kliment’evic Nakaorcemnij. Nato a Kiev nel 1918, ferroviere e successivamente aviatore nell’Armata Rossa, Nakaorcemnij fu catturato dai nazisti prima in Polonia e poi in Italia, ma riuscì a fuggire per unirsi alla Resistenza contro il nazifascismo nell’Appennino Reggiano.

La delegazione, dopo aver deposto una corona d’alloro e garofani rossi al monumento, si è recata al cimitero di Gonzaga per rendere omaggio ai caduti della Seconda Guerra Mondiale, tra cui figura anche il nome di Nakaorcemnij. Durante la guerra, oltre 6.000 soldati sovietici si unirono ai partigiani, combattendo al loro fianco nelle montagne e nelle pianure, e molti di loro morirono giovanissimi, insieme ai liberatori italiani. Nel 2017, la famiglia del soldato, con il nipote di Nakaorcemnij, visitò Gonzaga per ricordare il sacrificio del loro congiunto. In quell’occasione, fu girato un documentario sulle sue gesta, che venne trasmesso dalle televisioni ucraine prima del colpo di stato del 2014.

Il discorso commemorativo è stato tenuto da Luca Rossi, presidente dell’Associazione Russia Emilia Romagna, e alla cerimonia erano presenti anche Giambattista Cadoppi e Monica Perugini Selmini dell’Associazione Russia/Bielorussia Emilia Romagna.

I Comitati Antifascisti Reggiani e l’Associazione Russia Emilia Romagna/Bielorussia Emilia Romagna continuano a ricordare tutti i caduti della lotta antifascista, mantenendo in ordine e puliti i monumenti e i cippi che ne commemorano il sacrificio. Quella memoria storica, che ha permesso la libertà che oggi noi stessi godiamo, deve essere preservata e trasmessa alle future generazioni.

LA STORIA 
Il 20 dicembre 1944, con un’azione coordinata, circa 200 partigiani, tra cui Nakaorcemnij, giunsero in bicicletta nella notte e attaccarono lo stabile dove i tedeschi tenevano prigionieri dei cittadini italiani destinati ai campi di concentramento e ai lavori forzati. Il raid portò alla liberazione della cittadina mantovana, ma i nazisti, dopo pochi giorni, riuscirono a riconquistare le posizioni, grazie alla superiorità delle forze a loro disposizione, fino alla Liberazione definitiva.

Durante l’azione, Nakaorcemnij e il partigiano italiano Alcide Gargnani, conosciuto con il nome di battaglia “Scarpone”, persero la vita per mano dei nazisti. Ancora oggi, i rappresentanti dei Comitati Antifascisti Reggiani e dell’Associazione di Amicizia Emilia Romagna/Russia ricordano l’estremo sacrificio dei partigiani, rinnovando l’impegno a non dimenticare quella dolorosa pagina di storia, soprattutto in un periodo storico segnato da conflitti e tensioni come quello attuale.