CURTATONE – Da merce sequestrata nell’ambito di un’indagine per ricettazione a dono destinato a una comunità di clausura. Si è conclusa con un gesto di solidarietà la vicenda che ha visto protagonisti i Carabinieri della Stazione di Curtatone e le monache Clarisse del Monastero di Santa Chiara.
La donazione è stata possibile dopo il via libera della Procura della Repubblica di Mantova, che ha disposto il dissequestro di parte dei prodotti alimentari e cosmetici custoditi nella caserma dell’Arma, autorizzandone la consegna a un ente benefico.
La vicenda parte dallo scorso 15 giugno, quando una pattuglia dei Carabinieri di Curtatone, impegnata nei servizi di controllo del territorio condivisi in Prefettura nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal prefetto Roberto Bolognesi, aveva fermato un’autovettura condotta da un cittadino marocchino di 45 anni.
Durante il controllo i militari avevano rinvenuto numerosi generi alimentari e prodotti cosmetici. L’uomo non era stato in grado di fornire spiegazioni convincenti sulla provenienza della merce, che era stata quindi sequestrata. Contestualmente il 45enne era stato denunciato per ricettazione.
Le successive indagini avevano consentito ai Carabinieri di accertare che parte dei prodotti era stata rubata dal supermercato Aldi di Curtatone, motivo per cui quella merce era stata restituita al direttore del punto vendita.
Rimaneva però un’altra parte del materiale sequestrato, composta soprattutto da alimenti destinati a deteriorarsi in breve tempo e di cui non è stato possibile individuare il luogo di provenienza. Per evitare che andasse sprecata, i militari hanno chiesto alla Procura il dissequestro finalizzato alla donazione.
Accolta la richiesta, il pubblico ministero titolare del fascicolo ha disposto che i beni fossero consegnati a un ente benefico. La scelta è ricaduta sulle Clarisse del Monastero di Santa Chiara di Curtatone, comunità che vive secondo il voto di altissima povertà e trascorre le proprie giornate tra preghiera e lavoro all’interno del convento.
In via del tutto eccezionale le religiose hanno aperto le porte del monastero ai Carabinieri, che hanno consegnato alimenti come noci, mandorle, pistacchi, biscotti, olio e altri prodotti, oltre a saponi e articoli per l’igiene personale.
Le monache, visibilmente commosse per l’insolita visita, hanno espresso profonda gratitudine, spiegando che ricorderanno nella preghiera la generosità dimostrata dai Carabinieri e dall’Autorità giudiziaria, affidando alla Divina Provvidenza il gesto ricevuto.
L’incontro si è concluso con una fotografia di gruppo tra le religiose di clausura e i militari dell’Arma, testimonianza di un momento fuori dall’ordinario che ha trasformato un sequestro giudiziario in un concreto gesto di solidarietà.

















