MANTOVA – Un’indagine rapida e meticolosa dei Carabinieri di Mantova ha portato all’arresto di un 21enne originario del Bangladesh, richiedente asilo e domiciliato in una comunità dell’hinterland virgiliano. Il giovane è accusato di violenza sessuale, rapina, lesioni personali aggravate e tentata estorsione, reati commessi ai danni di due ragazze in Mantova il 18 maggio e il 23 giugno scorso. L’arresto è avvenuto all’alba del 5 luglio, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP su richiesta della Procura.
Due aggressioni in poche settimane
Il primo episodio risale alla notte del 18 maggio, all’incrocio tra via Cremona e via Pompilio. Il 21enne avrebbe avvicinato una 29enne con il pretesto di chiedere indicazioni, per poi aggredirla improvvisamente: palpeggiamenti, una caduta a terra e il tentativo di svestirla. La reazione della vittima, che lo ha morso a una mano, ha impedito conseguenze peggiori, ma l’aggressore è riuscito a sottrarle la borsa e a colpirla con un violento calcio al volto, provocandole contusioni guaribili in 20 giorni.
Il secondo episodio, ancora più grave, è avvenuto la notte del 23 giugno in viale Alfieri. Una 21enne sarebbe stata pedinata e aggredita alle spalle mentre saliva la scalinata di un parco pubblico. Dopo averle toccato il seno e averla spinta a terra, l’uomo le avrebbe rubato borsa e smartphone, intimandole, con gesti e mimica, di non urlare. Secondo l’accusa, avrebbe poi preteso un rapporto orale in cambio della restituzione dei beni, configurando la tentata estorsione. La giovane è riuscita a tentare la fuga, ma è stata nuovamente raggiunta, strattonata e colpita, prima che l’aggressore si dileguasse con il telefono.
La svolta grazie alla geolocalizzazione
La svolta investigativa è arrivata grazie alla prontezza della seconda vittima, che ha geolocalizzato il proprio iPhone tramite l’app “Trova iPhone”, comunicando la posizione alla Centrale Operativa. I Carabinieri della Radiomobile hanno raggiunto l’indirizzo indicato, una comunità di accoglienza, trovando il sospettato in possesso del telefono rubato.
Da quel momento, la Sezione Operativa del Nor ha ricostruito un quadro probatorio definito “granitico”: riconoscimento fotografico della vittima, analisi delle telecamere di sorveglianza e il ritrovamento, all’interno della comunità, degli indumenti identici a quelli indossati durante entrambe le aggressioni.
La decisione del GIP e l’arresto
La Procura, concordando con gli esiti delle indagini, ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Il Gip ha ravvisato gravi indizi di colpevolezza e un concreto rischio di reiterazione dei reati, disponendo la misura in tempi rapidi.
Il 21enne è stato rintracciato dai Carabinieri nelle prime ore del 5 luglio, alla stazione ferroviaria di Romanore. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito alla Casa Circondariale di Mantova, dove attende l’interrogatorio di garanzia.


















