L’Italia dello sport e non solo si stringe nel dolore per la scomparsa di Alex Zanardi, morto all’età di 59 anni. Il prossimo 23 ottobre avrebbe compiuto 60 anni. La sua vita, segnata da successi straordinari e da prove durissime, ha lasciato un segno profondo ben oltre il mondo delle corse.
Nel 2020 Zanardi era rimasto coinvolto in un gravissimo incidente stradale durante una tappa di “Obiettivo Tricolore”, la staffetta che coinvolgeva atleti paralimpici impegnati in handbike, biciclette e carrozzine olimpiche. Durante il percorso si scontrò con un camion proveniente dalla direzione opposta. Immediati i soccorsi e il trasferimento in elisoccorso in ospedale, dove venne sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni apparvero subito disperate e, nonostante i tentativi dei medici, il quadro clinico peggiorò progressivamente.
Nato a Bologna il 23 ottobre 1966, Zanardi proveniva da una famiglia semplice: la madre lavorava come sarta, il padre Dino era idraulico. Fin da giovane coltivò la passione per i motori, iniziando con i kart grazie a un regalo del padre quando aveva appena 14 anni. Da lì prese avvio una carriera che lo portò fino alla Formula One, coronando il sogno di correre tra i più grandi piloti del mondo.
Nel corso della sua esperienza automobilistica gareggiò con team prestigiosi e visse anche l’avventura americana nelle competizioni CART. Ma il destino gli riservò una drammatica svolta il 15 settembre 2001, sul circuito tedesco del Lausitzring. Un terribile incidente durante una gara gli provocò lesioni gravissime e l’amputazione di entrambe le gambe. Le sue condizioni furono critiche al punto che i medici lottarono a lungo per salvargli la vita.
Da quel momento, però, Zanardi divenne simbolo di coraggio e resilienza. Con una forza d’animo straordinaria affrontò la lunga riabilitazione senza perdere il sorriso e riuscì a reinventarsi nello sport paralimpico. Nel paraciclismo conquistò successi incredibili, diventando uno degli atleti più amati e rispettati a livello internazionale. Ai Giochi Paralimpici di Londra 2012 vinse due medaglie d’oro e un argento, risultati poi arricchiti da ulteriori trionfi ai Mondiali e alle successive competizioni internazionali.
Oltre allo sport, Zanardi seppe farsi apprezzare anche come personaggio televisivo e divulgatore, portando sempre il suo messaggio di determinazione e positività. La sua storia, fatta di rinascite continue dopo tragedie personali e incidenti devastanti, resterà per molti un esempio unico di forza e umanità.
















