MANTOVA – Si facevano consegnare gli anticipi per automobili con noleggio a lungo termine, poi sparivano nel nulla: non esistevano né l’automobile, né tantomeno l’attività di noleggio. La Polizia di Stato di Mantova, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Mantova, ha denunciato due persone, rispettivamente di 52 e 69 anni per truffa contrattuale aggravata in concorso, commessa attraverso piattaforme online e social network.
L’attività investigativa, condotta dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Mantova (Polizia Postale), ha preso avvio dalla denuncia presentata da una cittadina mantovana che, dopo aver individuato su Facebook un annuncio relativo al noleggio a lungo termine di un’autovettura, sarebbe stata indotta a effettuare diversi bonifici per un importo complessivo di oltre 4 mila euro, senza mai ricevere il veicolo promesso.
Secondo quanto emerso dalle indagini, gli indagati hanno simulato l’esistenza di un’attività imprenditoriale nel settore del noleggio auto, utilizzando profili social, utenze telefoniche, indirizzi e-mail e siti internet apparentemente riconducibili a società del settore automobilistico.
Gli accertamenti di polizia giudiziaria, sviluppati anche mediante attività di Social Media Intelligence e Open Source Intelligence, hanno consentito di ricostruire il presunto sistema fraudolento e di collegare diversi profili Facebook e contatti telefonici agli odierni denunciati.
Nel corso delle verifiche sono inoltre emersi analoghi episodi denunciati in varie province italiane, tutti caratterizzati da modalità operative simili e riconducibili ai medesimi riferimenti telefonici, bancari e telematici.
La Polizia di Stato raccomanda ai cittadini di prestare la massima attenzione agli annunci online relativi a finanziamenti, noleggi o vendite di veicoli, verificando sempre l’effettiva esistenza delle società proponenti, evitando pagamenti anticipati su conti correnti esteri o intestati a soggetti privati e diffidando di interlocutori che richiedano l’invio di documentazione personale sensibile tramite applicazioni di messaggistica o e-mail non certificate.

















