Gioco d’azzardo senza freni nel Mantovano, persi 115mln di euro: puntate per 800

MANTOVA – Quasi 800 milioni di euro giocati in dodici mesi. Più di 115 milioni che, una volta sottratte le vincite, non sono tornati nelle tasche dei giocatori. È la fotografia del gioco d’azzardo nel Mantovano nel 2025, ricavata dai dati provinciali contenuti nella Relazione sul settore dei giochi pubblici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, trasmessa al Parlamento nella primavera scorsa. Un fiume di denaro che, tradotto nella dimensione quotidiana, significa oltre 2,17 milioni di euro giocati ogni giorno e circa 317mila euro al giorno di spesa netta, vale a dire la differenza tra quanto puntato e quanto restituito sotto forma di vincite.

Il dato mantovano si inserisce in un fenomeno che a livello nazionale ha ormai dimensioni enormi. Nel 2025 in Italia il volume complessivo del giocato ha raggiunto 165,34 miliardi di euro, in crescita del 5% rispetto all’anno precedente, mentre la perdita netta dei giocatori – tecnicamente la “spesa”, cioè giocate meno vincite – si è attestata attorno ai 21,9 miliardi di euro. Nelle casse dello Stato, attraverso il prelievo sul settore, sono invece entrati circa 11,47 miliardi.

In provincia di Mantova il giocato effettivo è stato pari a 793.249.532 euro, a fronte di 677.497.522 euro di vincite. La differenza è di 115.752.009 euro: è questa la cifra che misura realmente quanto il gioco ha assorbito dal territorio nel corso dell’anno. In altri termini, ogni 100 euro transitati attraverso slot, scommesse, lotterie e giochi online, circa 14,6 euro non sono tornati ai giocatori. Una quota persino superiore alla media nazionale, che si colloca attorno al 13,2%.

A impressionare è soprattutto la composizione del dato. Il volume maggiore passa attraverso i giochi di abilità, categoria esclusivamente online secondo la classificazione del settore: nel Mantovano nel 2025 hanno mosso 331,48 milioni di euro, oltre il 40% dell’intero giocato provinciale. Le vincite, tuttavia, sono state molto elevate, 316,35 milioni, e la spesa effettiva si è quindi fermata a 15,13 milioni. È proprio il peso crescente del gioco telematico uno degli elementi messi in evidenza dalla relazione nazionale: nel triennio 2023-2025 il comparto online ha registrato una crescita marcata della raccolta.

Se però si guarda non al denaro movimentato ma a quello effettivamente perso, il primato mantovano è nettamente delle AWP, le tradizionali slot machine presenti in bar e sale giochi. Nel 2025 sono stati giocati agli apparecchi 129,55 milioni di euro, con vincite per 84,4 milioni: nelle macchine sono quindi rimasti 45,15 milioni di euro, da soli il 39% di tutta la spesa netta provinciale.

Subito dietro si collocano le VLT, le videolottery, con 108,05 milioni giocati e 16,62 milioni di spesa, e i giochi di abilità con i già citati 15,13 milioni. Il Lotto ha assorbito altri 10,88 milioni, a fronte di 36,73 milioni giocati. Seguono le lotterie istantanee, i Gratta e Vinci, con 80,83 milioni di raccolta e 9,6 milioni rimasti sul tavolo, e le scommesse sportive a quota fissa, che hanno fatto registrare 71,73 milioni di giocate e una perdita netta di 9,35 milioni.

Non sono marginali neppure gli altri prodotti: il Superenalotto ha raccolto 8,49 milioni, restituendone in vincite 4,35 e lasciando quindi una spesa di 4,15 milioni; il Bingo vale 1,63 milioni di spesa netta, mentre le scommesse virtuali arrivano a 1,82 milioni. Sommando tutte le categorie, il gettito attribuito all’Erario per la provincia di Mantova raggiunge 66,88 milioni di euro.

Numeri che aiutano anche a leggere la trasformazione del settore. Da una parte resistono i giochi tradizionali – slot, videolottery, Lotto e Gratta e Vinci – che, pur muovendo meno denaro rispetto alle piattaforme digitali, presentano percentuali di perdita molto più elevate. Dall’altra cresce il peso dell’online, dove le somme possono essere rigiocate numerose volte e il rapporto fra raccolta e spesa assume proporzioni molto differenti. A livello italiano i giochi a distanza rappresentano ormai circa il 60% del volume complessivo del giocato.

Dietro una raccolta mantovana che sfiora gli 800 milioni di euro, dunque, il numero che più di ogni altro restituisce la dimensione economica del fenomeno è quello finale: 115,7 milioni lasciati dai giocatori nel corso del 2025. Più di 9,6 milioni al mese, oltre 317mila euro ogni giorno. Una cifra che porta il gioco ben oltre la dimensione del semplice passatempo e ne restituisce tutto il peso economico sul territorio.

E A BOZZOLO TORCHIO TAGLIA LA TARI ALLE ATTIVITÀ CHE RINUNCIANO AI VIDEOPOKER

A Bozzolo, come già avviene in altri Comuni della provincia, l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Torchio ha scelto anche la leva fiscale per incentivare gli esercenti a tenere lontane slot machine e videopoker dai propri locali. Il Comune riconosce infatti una riduzione del 50% della Tari alle attività che rinunciano a installare apparecchi con vincite in denaro. L’agevolazione potrà essere richiesta anche dagli esercenti che abbiano dismesso gli apparecchi nel corso del 2026. Per accedere allo sconto sarà necessario presentare l’istanza al protocollo comunale entro il 10 settembre. Una misura che punta a premiare concretamente bar ed esercizi commerciali che scelgono di non contribuire alla diffusione del gioco d’azzardo sul territorio.