Gonzaga in Testa promuove la Millenaria: «Successo di pubblico, ora trasparenza sui conti»

GONZAGA – Promossa la nuova impostazione della Fiera Millenaria e la risposta del pubblico, ma ora l’attenzione deve spostarsi sui conti. È la posizione del gruppo consiliare di opposizione “Gonzaga in Testa”, che interviene dopo la chiusura dell’edizione 2026 della storica manifestazione gonzaghese. Il gruppo esprime infatti il proprio “compiacimento per il nuovo corso impresso alla Fiera Millenaria”, sottolineando la positiva partecipazione registrata durante i giorni della manifestazione.
Secondo l’opposizione, il risultato ottenuto confermerebbe la bontà di una proposta che ha puntato maggiormente sulla storia e sull’identità della Millenaria. “Prendiamo atto con favore del cambio di passo della proposta di questa edizione – afferma Gonzaga in Testa – segno che con il ritorno alla tradizione e alle proprie radici i risultati in termini di presenze arrivano”.
Dal gruppo arriva anche un ringraziamento a espositori, lavoratori e realtà locali che ogni anno contribuiscono a mantenere viva una manifestazione dalla storia secolare.

Spenti però i riflettori sulla Fiera, per l’opposizione è arrivato il momento di verificare anche il risultato economico dell’edizione appena conclusa. Il tema viene posto in relazione alla situazione finanziaria dell’Ente Fiera, già affrontata in passato in consiglio comunale alla luce delle perdite registrate negli esercizi precedenti. “Se da un lato celebriamo il successo di pubblico, dall’altro non possiamo dimenticare che una fiera funziona davvero quando riesce a coniugare l’attrattività culturale al pareggio di bilancio”, sottolinea il gruppo consiliare.
Archiviata la festa, ora si apre la fase della responsabilità. Chiediamo fin da subito una rendicontazione puntuale, trasparente e dettagliata dei costi reali e dei ricavi di questa edizione”, afferma Gonzaga in Testa.
L’opposizione annuncia quindi che continuerà a seguire la situazione economica dell’Ente: Vigileremo affinché i numeri del botteghino si traducano in un reale risanamento economico e non in ulteriori incognite per le casse pubbliche”.