Mantova, bambini sempre meno attivi: solo il 37% va a scuola a piedi

MANTOVA – Solo il 34% dei bambini lombardi di 8 anni svolge almeno un’ora di attività fisica al giorno, con una maggiore partecipazione dei maschi rispetto alle femmine. Più attivi risultano i bambini residenti nelle città metropolitane, mentre nei territori come quello mantovano si registra una minore propensione al movimento quotidiano.
A Mantova, in particolare, le ore settimanali dedicate all’educazione fisica nelle scuole sonoi mediamente 2, mentre solo il 37% dei bambini raggiunge la scuola a piedi. Un dato che vede la provincia virgiliana tra quelle con il minor numero di alunni che si spostano a piedi, anche a causa della dispersione geografica e della distanza quindi spesso tra abitazione e plesso scolastico frequentato. Per quanto riguarda la fascia 11-17 anni, l’attività fisica risulta presente in tutte le province lombarde, ma tende a diminuire con l’aumentare dell’età, con una differenza significativa tra maschi e femmine, queste ultime meno coinvolte nello sport.
Preoccupa inoltre il tempo trascorso davanti a schermi e dispositivi digitali: almeno il 50% dei ragazzi utilizza tv e social per oltre due ore al giorno, con un’incidenza maggiore tra i giovani provenienti da famiglie con livello socio-economico più basso.

I dati sono stati illustrati stamani alla Cervetta nel corso della presentazione regionale della ricerca “Le abitudini di movimento degli studenti lombardi dall’infanzia all’adolescenza”, promossa da Regione Lombardia e Ats Val Padana all’interno del Festival del Libro e della Cultura Sportiva. La ricerca, illustrata da Giusi Gelmi della Direzione generale Welfare di Regione Lombardia, ha coinvolto oltre 500 studenti e 272 istituti scolastici selezionati a campione sull’intero territorio regionale, seguendo le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità.
L’obiettivo dell’indagine è stato quello di monitorare attività fisica, livelli di sedentarietà, frequenza della pratica sportiva e abitudini alimentari, al fine di individuare strategie efficaci per favorire stili di vita più sani tra bambini e adolescenti.

Nel confronto con le altre regioni italiane, la Lombardia si colloca in una fascia di sostanziale media per quanto riguarda l’attività motoria giovanile. Tra le province spicca il buon risultato di Sondrio. Anche Mantova si posiziona complessivamente in una buona fascia, pur evidenziando criticità legate alla mobilità attiva e al movimento quotidiano.
A partire da questi risultati, Ats  è impegnata in un lavoro continuo di prevenzione e promozione della salute. A illustrarlo è stata Laura Rubagotti, referente Ats: «Cerchiamo di intercettare i bisogni dei ragazzi e attivare progetti specifici come “Scuola in movimento”. Coinvolgiamo insegnanti, famiglie e amministrazioni locali per incentivare la pratica sportiva; vista la vastità del territorio mantovano e la presenza di ampie aree rurali, abbiamo attivato iniziative come il “piedibus”, che consente ai bambini della scuola primaria di andare a scuola a piedi in gruppo, accompagnati da adulti, seguendo percorsi con fermate e orari fissi».
Ats sta inoltre promuovendo le cosiddette “pause di movimento” durante l’orario scolastico, per ridurre i tempi di inattività in classe e favorire il benessere psicofisico. «Offrire a tutti i bambini e ragazzi la possibilità di fare attività fisica – ha concluso Rubagotti – è fondamentale per contrastare l’eccessivo tempo trascorso davanti agli schermi e prevenire future problematiche legate alla salute».

Elisabetta Romano