Morte insieme le gemelle Kessler. Media tedeschi: Si tratterebbe di suicidio assistito

Si sono spente insieme, così come avevano sempre vissuto: inseparabili, speculari, legate da un filo artistico e umano che ha attraversato quasi novant’anni di storia dello spettacolo. Alice ed Ellen Kessler, le gemelle più celebri della televisione italiana ed europea, sono morte a 89 anni a Grünwald, vicino a Monaco. La polizia tedesca ha confermato un intervento nella loro abitazione, senza fornire dettagli.

Sarebbero morte grazie ad un doppio suicidio assistito. Lo riporta ‘Bild’, spiegando che la polizia criminale è stata informata lunedì pomeriggio che le 89enni avevano optato per il suicidio assistito. La Kriminalpolizei del capoluogo della Baviera ha aperto un’indagine.

In Germania, la “morte assistita” è consentita a determinate condizioni: la persona deve, tra le altre cose, “agire in modo autonomo e di propria spontanea volontà”, autosomministrandosi il farmaco letale, oltre ad essere maggiorenne e avere capacità giuridica. L’assistenza non può eseguire l’atto letale: questa sarebbe “eutanasia attiva”, che è invece vietata.

Nate il 20 agosto 1936 a Nerchau, in Sassonia, lasciarono la DDR con la famiglia prima della costruzione del Muro. Formate alla disciplina del balletto, esordirono nel 1952 al teatro di rivista Palladium di Düsseldorf. A 18 anni arrivarono al Lido di Parigi, trampolino per una carriera internazionale che le portò in tour in tutto il mondo: New York, Caracas, Montecarlo, Barcellona, Buenos Aires, Sydney. Furono tra le prime, nei pudichi anni del dopoguerra, a portare sulle scene una nuova idea di spettacolo, elegante e modernissima.

Il loro legame con l’Italia iniziò il 16 gennaio 1961, quando si trasferirono nel nostro Paese. Appena cinque giorni dopo debuttarono nella trasmissione Giardino d’inverno di Antonello Falqui, con l’orchestra di Gorni Kramer, le coreografie di Don Lurio e la partecipazione del Quartetto Cetra: il successo fu immediato, trainato dai brani Pollo e champagne e Concertino. La RAI le volle subito a Studio Uno, dove cantarono la sigla Da-da-un-pa, diventata un marchio della televisione dell’epoca. Da quel momento la loro presenza segnò un’intera stagione di varietà: parteciparono a La prova del nove, a Canzonissima, e interpretarono sigle destinate a entrare nella memoria collettiva come La notte è piccola.

Il cinema offrì loro ruoli speciali, da Il giovedì di Dino Risi (1963) a I complessi (1965), fino alla partecipazione al kolossal Sodoma e Gomorra. Nel 1964, nella Biblioteca di Studio Uno, impersonarono le sirene dell’Odissea; nel 1966 furono ospiti del Danny Kaye Show. Le loro gambe, diventate simbolo di una femminilità nuova, causarono persino scandalo: la RAI impose loro l’uso di calze scure nei programmi per non “provocare” il pubblico dell’epoca.

Negli anni Settanta diradarono le apparizioni televisive e lavorarono in teatro con Garinei e Giovannini. Nel 1974 furono ospiti di Milleluci con Mina e Raffaella Carrà; sempre quell’anno posarono per Playboy, contribuendo al record di copie vendute della rivista in Italia. Negli anni Ottanta tornarono in primo piano come conduttrici in Buonasera con…, Al Paradise e La fabbrica dei sogni, confermandosi showgirl di livello internazionale.

Nel 1986 fecero ritorno in Germania e si stabilirono a Grünwald, in un’unica casa bifamiliare con un solo ingresso – un’immagine perfetta della loro vita “a due”. Pur vivendo lì stabilmente, mantennero un rapporto continuo con l’Italia, ricevendo riconoscimenti ufficiali sia dal governo italiano sia da quello tedesco per il loro ruolo nella promozione culturale tra i due Paesi.

Nel 1990 parteciparono alla seconda edizione di Una rotonda sul mare, e nel 2004 condussero Super Ciro su Italia 1. Nel 2006 decisero di destinare il loro patrimonio a Medici Senza Frontiere. Nel 2011, dopo trent’anni, tornarono sul palco con Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Giancarlo Sepe. Comparvero anche nella serie tedesca Tatort e prestarono la voce al brano The Lady in the Tutti Frutti Hat nel film Good As You. Nel 2014 furono ospiti al Festival di Sanremo.

Mai sposate, senza figli, unite fino all’ultimo. Nell’aprile 2024 avevano confidato a Bild il loro desiderio più intimo: essere deposte nella stessa urna, “per restare insieme per sempre”.