PORTO MANTOVANO – Un luogo dove inclusione sociale, formazione e aggregazione si incontrano per creare nuove opportunità per il territorio. È stato inaugurato ufficialmente oggi pomeriggio il nuovo progetto che segna la rinascita del Drasso Park di Porto Mantovano , affidato alla gestione delle cooperative La Quercia e Alce Nero e destinato a diventare un punto di riferimento non solo per i percorsi di inserimento lavorativo delle persone fragili, ma anche per la vita sociale e culturale della comunità. Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato, tra gli altri, la sindaca Maria Paola Salvarani, il presidente di Alce Nero Marco De Pietri e la vice presidente de La Quercia Ivica Matkovic oltre ad Andrea Gadioli, presidente dell’associazione Porto in Rete che riunisce numerose realtà associative del territorio. «È una giornata importante perché vediamo concretizzarsi un progetto che guarda al futuro della nostra comunità», ha sottolineato la sindaca Salvarani. «Vogliamo che questo spazio sia un luogo capace di accogliere le persone, favorire l’inclusione e creare occasioni di incontro tra generazioni diverse».
Al centro dell’iniziativa c’è la costruzione di percorsi di autonomia e inserimento lavorativo per persone con disabilità o fragilità. Un modello che unisce formazione teorica, esperienza pratica e accompagnamento graduale verso il mondo del lavoro.
La Cooperativa La Quercia, presente sul territorio mantovano da quarant’anni, porterà la propria esperienza nei servizi dedicati alle persone con disabilità. «L’obiettivo è accompagnare i ragazzi passo dopo passo verso una reale autonomia lavorativa», ha spiegato Elena Murari, coordinatrice del Servizio di Formazione all’Autonomia. Un percorso articolato in più fasi, che parte dall’affiancamento educativo sul posto di lavoro e può arrivare fino all’assunzione e alla completa gestione autonoma delle mansioni.
La collaborazione tra La Quercia e Alce Nero affonda le proprie radici in un’esperienza iniziata nel 2013 con i primi inserimenti lavorativi presso La Zanzara. Da quel percorso è nata l’idea di sviluppare al Drasso Park un ambiente più adatto alla formazione personalizzata. «Qui possiamo costruire progetti su misura e accompagnare i ragazzi fin dall’inizio del loro percorso», ha spiegato Luca Scapini, direttore dell’area turismo, trasporti e inserimento lavorativo di Alce Nero.
I primi risultati sono già tangibili. Attualmente tre giovani sono stati assunti con contratto stagionale e altri quindici stanno partecipando alle attività operative del parco. «Per alcuni apparecchiare un tavolo o riordinare uno spazio può sembrare un gesto ordinario, ma per altri rappresenta un’opportunità preziosa per acquisire sicurezza, costruire relazioni e sentirsi parte attiva della comunità», ha evidenziato Ivica Matkovic. Accanto alle attività lavorative è stato creato anche il Drasso Lab, uno spazio dedicato alla formazione pratica. Qui i partecipanti hanno già frequentato corsi sulla sicurezza alimentare, attività di panificazione, cucina, servizio bar e sala. Un laboratorio pensato come una vera e propria palestra di vita, dove sperimentare sul campo quanto appreso durante la formazione.
Il nuovo Drasso Park punta però ad ampliare il proprio raggio d’azione ben oltre i percorsi di inserimento lavorativo. L’obiettivo è trasformare l’area in un luogo aperto e vissuto da tutta la cittadinanza, con iniziative dedicate a famiglie, anziani, giovani e associazioni.
Tra le attività già avviate figura un ciclo di incontri sull’invecchiamento attivo rivolto agli over 65, mentre il programma estivo proporrà appuntamenti settimanali di tombola, serate di ballo liscio, musica dal vivo, animazione per bambini, laboratori creativi e momenti culturali e ricreativi.
«Le associazioni hanno dimostrato negli anni che questo parco può essere uno spazio di incontro, cultura e socialità», ha ricordato Andrea Gadioli, presidente di Porto in Rete. Un patrimonio di esperienze che il nuovo progetto intende valorizzare e ampliare.
Il 2026 viene considerato dai promotori come un “anno zero”, una fase di sperimentazione che ha già mostrato segnali incoraggianti e che punta a fare del Drasso Park un modello di inclusione e partecipazione capace di coinvolgere istituzioni, cooperative, volontariato e cittadini.


















