Nuovi arredi e una storia sociale per rendere più accogliente il Percorso Delfino

MANTOVA – Un intervento concreto per migliorare l’esperienza di cura delle persone con disabilità: l’associazione Amici del Percorso Delfino ha donato nuovi arredi alla sala d’attesa della struttura Dama–Percorso Delfino, contribuendo a creare un ambiente più confortevole, funzionale e prevedibile per pazienti e famiglie.

La donazione rappresenta solo una parte di un progetto più ampio, che prevede anche la realizzazione di una storia sociale illustrata, pensata per spiegare in modo semplice e accessibile che cos’è il Percorso Delfino, dove si trova e quali attività vengono svolte. Il volume, costruito con simboli in Caa – Comunicazione Aumentativa e Alternativa e immagini, guiderà il paziente attraverso tutte le fasi della visita, aiutando a ridurre ansia e incertezza grazie a una narrazione chiara e sequenziale.

Un lavoro condiviso tra scuola, sanità e volontariato

La storia sociale nasce dalla collaborazione con il Liceo Artistico Giulio Romano: le classi terza e quarta del corso di grafica, coordinate dalla docente Lina Bianchi, hanno curato illustrazioni e impaginazione nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento, unendo formazione scolastica ed esperienza pratica.

Il progetto sarà inoltre oggetto della tesi di Luca Pasqualini, educatore della Neuropsichiatria Infantile, nell’ambito del master in coordinamento delle Professioni Sanitarie.

La consegna e i ringraziamenti

A ricevere la donazione è stata Antonia Semeraro, responsabile della struttura Accoglienza medica disabili–Dama–Percorso Delfino, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione con le realtà del territorio, capace di generare interventi che incidono direttamente sulla qualità dell’accoglienza.

Alla consegna erano presenti la presidente della Onlus Patrizia Dario, il tesoriere Giordano Savi, la volontaria Paola Ghedin, il direttore del Pronto Soccorso Massimo Amato, la coordinatrice Lucia Fontana, personale infermieristico, la genetista Antonia Tranchina, l’otorinolaringoiatra Lucia Cappiello e l’educatore Luca Pasqualini.

L’iniziativa conferma il Percorso Delfino come modello di presa in carico che guarda oltre l’aspetto clinico, valorizzando accoglienza, comunicazione e personalizzazione dell’esperienza di cura. Un esempio virtuoso di come istituzioni, scuola, professionisti sanitari e volontariato possano costruire insieme risposte innovative e inclusive.