BOZZOLO – L’ombra di nuovi tagli ai collegamenti ferroviari tra Bozzolo, Cremona e Milano accende la protesta del territorio. Secondo informazioni di fonte sindacale ferroviaria, nel periodo olimpico – a partire dal 6 febbraio – potrebbe essere disposta la soppressione di almeno sei corse sulla linea Bozzolo–Milano e Bozzolo–Cremona, a causa della carenza di materiale rotabile destinato a supportare l’evento sportivo. Una notizia che, in attesa di conferme ufficiali, sta generando forte inquietudine tra utenti e amministratori locali.
A farsi portavoce delle preoccupazioni del territorio è il sindaco di Bozzolo, Giuseppe Torchio, che segnala come studenti e lavoratori siano già stati messi a dura prova da mesi di disservizi. «L’utenza – sottolinea – arriva da una fase complessa, segnata dalla rottura dell’integrazione tra trasporto su gomma e ferro e dal taglio di sei partenze mattutine negli ultimi mesi». Una situazione che, aggiunge il primo cittadino, sta spingendo sempre più persone a rinunciare al treno per ricorrere all’auto privata.
«Nessuno vuole mettersi di traverso rispetto a un evento sportivo chiave che il Paese è riuscito a portare a casa – afferma Torchio – ma è necessario sapere se questi tagli verranno confermati, quali corse saranno coinvolte e soprattutto per quanto tempo, perché a pagare il prezzo più alto rischiano di essere ancora una volta i territori periferici». Torchio, che è anche consigliere provinciale di opposizione, annuncia inoltre che porterà la questione all’attenzione della Provincia, chiedendo un confronto istituzionale sul tema.
Alle preoccupazioni degli amministratori locali si affianca anche l’intervento della politica regionale. Il consigliere del Partito Democratico Marco Carra definisce l’ipotesi dei nuovi tagli «un fatto gravissimo» e annuncia la presentazione di un’interrogazione alla Giunta lombarda, rivolta al presidente Attilio Fontana e all’assessore competente.
«Ai cittadini non può essere negato il diritto di utilizzare i mezzi pubblici per recarsi al lavoro o nei luoghi di studio – afferma Carra –. Sarebbe l’ennesimo schiaffo da parte di Trenord, dopo cancellazioni senza preavviso, ritardi continui e una comunicazione spesso inadeguata». Il consigliere chiede chiarezza su numero, durata e motivazioni delle eventuali soppressioni e sollecita Regione e Trenord a rivedere i programmi, qualora la notizia trovasse conferma.
















