OSTIGLIA – La decisione dell’amministrazione comunale di Ostiglia di procedere con l’abbattimento di 27 pioppi cipressini nell’area del cimitero comunale continua a far discutere. Dopo la spiegazione fornita dal Comune, che ha motivato l’intervento con ragioni di sicurezza pubblica sulla base di una relazione tecnica agronomica, arrivano ora le dure contestazioni della minoranza consiliare e del Comitato Cittadini per l’Ambiente.
Ad attaccare apertamente la scelta della giunta è il consigliere comunale di minoranza Alessandro Incorvaia, che mette in discussione sia le motivazioni tecniche sia il periodo scelto per effettuare il taglio delle alberature.
Secondo Incorvaia, infatti, le spiegazioni fornite dall’amministrazione “non stanno in piedi” e riproporrebbero un metodo già contestato in passato. Il consigliere richiama quanto avvenuto lo scorso anno in via Roma, dove erano state eseguite potature considerate fuori periodo, parlando di “azioni molto discutibili” nella gestione del verde pubblico.
Al centro delle critiche vi è soprattutto il tema della nidificazione dell’avifauna. Incorvaia sottolinea come il taglio dei pioppi avvenga in un periodo particolarmente delicato per la fauna selvatica, richiamando la normativa nazionale e comunitaria in materia di tutela degli uccelli.
Il consigliere cita infatti la legge 157 del 1992 sulla protezione della fauna selvatica, che vieta la distruzione di nidi e uova, ricordando inoltre che dal 15 marzo al 15 agosto vige il divieto di abbattimenti o potature drastiche durante il periodo di nidificazione. Un principio che, evidenzia, sarebbe richiamato anche dalle Direttive europee.
Il consigliere osserva come la relazione tecnica dell’agronomo incaricato prevedesse due possibili opzioni operative: la potatura periodica oppure il taglio integrale degli alberi. A suo giudizio, non sarebbe stata documentata una situazione di emergenza immediata tale da giustificare un intervento così radicale nel pieno della stagione di nidificazione.
“Non mi pare sia stata riscontrata una situazione di emergenza, come rami pericolanti o situazioni imminenti di cedimento”, sostiene Incorvaia, che contesta anche il riferimento all’età avanzata delle alberature come motivazione sufficiente per procedere subito con gli abbattimenti.
Da qui la domanda politica rivolta all’amministrazione: perché non rinviare l’intervento a dopo il 15 agosto, evitando così possibili interferenze con la fauna presente nell’area?
Il consigliere di minoranza chiama poi direttamente in causa l’assessorato all’Ambiente, chiedendo pubblicamente quale sia la posizione dell’assessore Elisa Guaiumi rispetto alla gestione del patrimonio arboreo comunale. “Mi piacerebbe conoscere il pensiero dell’assessore proprio in merito a questo modus operandi molto discutibile”.
Incorvaia infine chiede un regolamento per il verde pubblico a Ostiglia: “Il mio auspicio è che si possa arrivare alla stesura nel più breve tempo possibile”, dichiara, accusando l’attuale amministrazione di aver gestito finora il patrimonio arboreo cittadino “in modo alquanto discutibile”.
Ancora più duro il tono utilizzato dal Comitato Cittadini per l’Ambiente, che annuncia battaglia contro il progetto di abbattimento. Il presidente Franco Chiavegatti parla di “uno scempio da novelli Attila”, sostenendo che molte delle piante interessate dall’intervento sarebbero ancora sane.
“La logica aberrante è abbattere per evitare costi di manutenzione”, afferma Chiavegatti, che critica anche la tempistica dell’operazione, “il periodo peggiore” proprio per la presenza della nidificazione dell’avifauna.
Il presidente del Comitato infine critica le politiche ambientali del territorio ostigliese: “È facile usare la forza con i deboli mentre con i forti, cioè i colossi che stanno trasformando Ostiglia in un mega impianto, ci si mette proni e si da l’assenso a un Bess”.

















