MANTOVA – Nuovo blitz di No Food No Science a Palazzo Te: stamattina, a distanza di un anno dalla protesta clamorosa che si concretizzò nell’imbrattamento col letame di una teca di un quadro di Picasso, quattro attivisti hanno aperto striscioni contro il salumificio Levoni e hanno cosparso di farina il pavimento della Sala dei Giganti, lanciando inoltre finte banconote. L’azione è terminata con l’arrivo dei carabinieri, che hanno identificato tre persone. Sul posto anche la Polizia Locale di Mantova. In precedenza, non appena accortisi della protesta, gli addetti alla sicurezza di Palazzo Te hanno invitato i turisti a uscire e la villa giuliesca è stata temporaneamente chiusa. Palazzo Te è stato riaperto dopo una decina di minuti, mentre la Sala dei Giganti ha potuto riaprire dopo circa 40 minuti.
Non è la prima azione degli attivisti contro l’azienda, socia fondatrice della Fondazione Palazzo Te. Proteste ci sono state nelle ultime due edizioni di Food&Science, nelle ultime due di Festivaletteratura, oltre a quella già citata di un anno fa proprio a Palazzo Te.
La richiesta del collettivo anti-specista è che Levoni “sia allontanata dalla Fondazione in quanto includerla consiste in una implicita legittimazione degli allevamenti intensivi e dei mattatoi”.
PALAZZI: “FACENDO COSI’ NON AIUTANO LA CAUSA CHE VOGLIONO SOSTENERE”
“Così di certo non aiutano la causa che vogliono sostenere – ha commentato il sindaco di Mantova Mattia Palazzi -, ho massimo rispetto per le forme di manifestazioni non violente. Ma dovrebbero chiedersi, a distanza di anni e continuando in questo modo, che tipo di consenso e conoscenza hanno ottenuto. Peraltro generalizzare, come spesso fanno, non produce alcun passo avanti”.
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