Porta Cerese, martedì confronto pubblico: cantiere al via, un anno e mezzo di ritardo

MANTOVA – Il cantiere di Porta Cerese si prepara finalmente a entrare nel vivo, ma con un calendario molto diverso da quello annunciato poco più di due anni fa. E proprio sui tempi dell’opera, oltre che sulle modifiche alla viabilità necessarie durante i lavori, si concentrerà l’attenzione dell’incontro pubblico di martedì alle 18 all’auditorium Mps di
via Luzio 4
, dove Rete ferroviaria italiana, il sindaco Andrea Murari e l’assessore Nicola Martinelli presenteranno ai cittadini l’organizzazione del maxi intervento.
Un appuntamento particolarmente atteso perché il nuovo cronoprogramma segna un sensibile allungamento rispetto alle previsioni illustrate pubblicamente nel giugno 2024. Allora i tecnici di Rfi avevano indicato gennaio 2025 come avvio del cantiere e maggio 2027 come termine dei lavori. La nuova tabella di marcia prevede invece la partenza entro questo mese di settembre e una durata di 1.135 giorni, cioè tre anni e 40 giorni, con conclusione indicativamente nell’ottobre 2029. Rispetto alle indicazioni iniziali, dunque, l’apertura del cantiere arriva con oltre un anno e mezzo di ritardo, mentre la conclusione dell’opera si sposta in avanti di più di due anni.

Il Comune ha completato gli interventi sui sottoservizi

Nel frattempo il Comune ha portato avanti gli interventi preparatori di propria competenza, in particolare quelli riguardanti i sottoservizi, seguendo il programma definito nella primavera del 2024. Nelle scorse settimane è stato inoltre effettuato il taglio degli alberi lungo la massicciata ferroviaria di via Visi, necessario in vista delle successive lavorazioni. Sul posto, tuttavia, deve ancora prendere forma il vero e proprio cantiere di Rfi, annunciato per settembre. Anche per questo l’assemblea di martedì dovrà servire a fornire indicazioni più precise non soltanto sui tempi, ma anche sulla successione delle diverse fasi operative. L’opera avrà infatti un impatto molto rilevante sulla mobilità cittadina per oltre tre anni. L’indicazione ribadita dal Comune è che Porta Cerese non verrà mai completamente chiusa al traffico: durante i lavori dovranno essere mantenuti i collegamenti per le automobili e predisposte soluzioni specifiche per autobus, biciclette e pedoni.

Tre sottopassi e una nuova viabilità

L’intervento, finanziato da Rfi per oltre 42 milioni di euro, consentirà di eliminare il passaggio a livello di via Parma, dove ogni giorno le sbarre si abbassano una trentina di volte al transito dei treni sulla linea Mantova-Monselice.
Il progetto comprende tre distinti sottopassi. Quello principale permetterà di collegare via Parma con Porta Cerese passando una trentina di metri più a ovest rispetto all’attuale attraversamento ferroviario. Un secondo ramo sarà destinato al collegamento con via Brennero, mentre pedoni e ciclisti avranno a disposizione un passaggio separato.
Cambierà anche l’assetto stradale della zona attorno allo stadio Martelli, con nuove rotatorie e una strada parallela a via Parma che consentirà di raggiungere il sottopasso con una pendenza più graduale. L’attuale tratto di via Parma proveniente dal Migliaretto assumerà invece una funzione prevalentemente interna. Sono inoltre previsti interventi in via Visi e il collegamento con strada Bosco Virgiliano. Resta per ora fuori dal finanziamento la bretella richiesta dal Comune e dai residenti tra la rotatoria di via Donati e via Guerra, pensata per alleggerire dal traffico le strade della zona abitata.

Rfi: i precedenti di piazza Don Leoni e del raddoppio ferroviario

Lo slittamento di Porta Cerese riporta inevitabilmente l’attenzione sui tempi delle altre grandi opere ferroviarie che interessano Mantova.
Il caso più evidente resta quello del sottopasso davanti alla stazione ferroviaria di piazza Don Leoni, annunciato nel 2020 e inizialmente previsto in conclusione due anni più tardi. Dopo una lunga serie di rinvii, l’ultimo programma di Rfi indica il 10 ottobre per la conclusione dell’intervento, anche se il cantiere è ancora in corso.
Ritardi stanno interessando anche il raddoppio ferroviario Mantova-Piadena, la cui conclusione è stata spostata dal 2026 al 2028. Sul completamento dell’intervento pesa inoltre la necessità di reperire ulteriori risorse, quantificate in circa 140 milioni di euro.
È dunque soprattutto sulla certezza dei tempi che si concentreranno le attese dell’incontro di martedì. Per Porta Cerese si apre infatti una fase destinata a incidere a lungo sulla viabilità della zona sud della città: un sacrificio che dovrà portare, una volta terminati i lavori, alla definitiva eliminazione di uno dei principali ostacoli alla circolazione lungo uno degli accessi più trafficati di Mantova.