Roverbella, truffano due anziani e fuggono con 8mila euro in gioielli: finti carabinieri presi da quelli veri

ROVERBELLA – Hanno raggirato una coppia di ottantenni, fingendosi carabinieri e riuscendo a farsi consegnare gioielli in oro per un valore di 8mila euro. Ma la fuga di due giovani truffatori, un 18enne e un 17enne entrambi residenti in provincia di Caserta, è durata poco: i militari dell’Arma li hanno intercettati e fermati, riuscendo anche a recuperare l’intera refurtiva, poi restituita alla legittima proprietaria. Decisiva, per il buon esito dell’operazione, anche la segnalazione di un automobilista che aveva visto uno dei sospettati gettare un sacchetto in un fossato nel tentativo di disfarsi dei preziosi.

La vicenda si è consumata nella tarda mattinata di ieri, martedì 27 ottobre, a Roverbella. Erano quasi le 13 quando nell’abitazione di due coniugi ottantenni è squillato il telefono. A rispondere è stata la moglie, che dall’altra parte della cornetta ha trovato un uomo presentatosi come un carabiniere della locale Stazione. Una qualifica sufficiente a rassicurare l’anziana, particolarmente legata all’Arma, e a conquistarne la fiducia. In realtà, a chiamare era un truffatore che, insieme a un complice, aveva escogitato un piano per impossessarsi dei gioielli custoditi in casa.

Il primo passo è stato quello di allontanare il marito. Il sedicente militare ha infatti spiegato alla donna che il coniuge avrebbe dovuto presentarsi urgentemente nella caserma di Roverbella per chiarire alcune non meglio precisate questioni giudiziarie. L’ottantenne, ignaro di quanto stesse accadendo, si è così messo in viaggio verso la Stazione dei Carabinieri, lasciando la moglie sola nell’abitazione.

A quel punto è scattata la seconda fase del raggiro. Il falso carabiniere ha continuato a intrattenere telefonicamente l’anziana, sostenendo che alcuni gioielli presenti in casa avrebbero potuto essere collegati a una rapina avvenuta nella zona. Per questo motivo, ha spiegato, sarebbe stato necessario sottoporli a un controllo in caserma. Di lì a poco un collega in borghese si sarebbe presentato all’abitazione per ritirarli.

Convinta di collaborare con le forze dell’ordine, la donna ha raccolto tutti i monili in oro della famiglia: collane, bracciali e anelli, oggetti preziosi non soltanto per il loro valore economico, ma soprattutto per i ricordi e gli affetti a essi legati. Durante tutta l’operazione è rimasta al telefono con il truffatore, che continuava a impartirle istruzioni, mantenendo così il controllo della situazione.

Prima di aprire la porta, l’ottantenne ha avuto comunque una precauzione: ha chiesto al suo interlocutore come fosse vestito il carabiniere in borghese incaricato del ritiro. Ottenuta una descrizione corrispondente alla persona che si trovava all’esterno, si è fidata e gli ha consegnato il sacchetto contenente tutti i gioielli. Il giovane si è quindi allontanato rapidamente, salendo su un’automobile a bordo della quale lo attendeva un complice.

Nel frattempo, il marito aveva raggiunto la vera caserma dei Carabinieri di Roverbella. È bastato un breve colloquio con il militare in servizio per comprendere che nessuno lo aveva convocato e che la telefonata ricevuta dalla moglie era parte di una truffa. Il carabiniere ha immediatamente allertato la Centrale operativa, che ha disposto l’intervento di alcune pattuglie nella zona di residenza della coppia.

Determinante è stato l’intervento di un equipaggio della Stazione Carabinieri di San Giorgio Bigarello, impegnato nei servizi di controllo del territorio concordati e condivisi in Prefettura nell’ambito del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Roberto Bolognesi. Durante le ricerche, i militari hanno incrociato un’automobile sospetta con due persone a bordo. Hanno immediatamente invertito il senso di marcia, raggiungendo e fermando il veicolo per un controllo.

Proprio in quei momenti un altro automobilista, che stava viaggiando dietro la vettura sospetta, ha assistito a una scena destinata a rivelarsi decisiva. Mentre l’auto veniva seguita dai carabinieri, il passeggero aveva lanciato dal finestrino un sacchetto bianco, facendolo finire in un fossato lungo la strada. Il cittadino non ha esitato a telefonare al 112, riferendo quanto aveva appena visto.

La segnalazione ha consentito di concentrare le ricerche nel punto indicato dal testimone. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco di Mantova e il personale della Protezione civile, che hanno setacciato il fossato e la fitta vegetazione circostante. Le operazioni hanno permesso di recuperare un sacchetto contenente numerosi monili in oro, per un valore complessivo di circa 8mila euro. Erano proprio i gioielli sottratti poco prima all’anziana di Roverbella.

I due occupanti della vettura sono stati accompagnati in caserma per gli accertamenti. Attraverso l’esame delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza e i riscontri sui telefoni cellulari dei sospettati, i carabinieri hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due giovani, un maggiorenne di 18 anni e un minorenne di 17, entrambi provenienti dalla provincia di Caserta.

I due devono rispondere di truffa aggravata in concorso. Il 18enne è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della caserma in attesa dell’udienza per direttissima, mentre il 17enne è stato accompagnato in una struttura per minori.

Il lieto fine è arrivato con la restituzione dei preziosi. Dopo che l’anziana ha riconosciuto i gioielli recuperati nel fossato, la Procura della Repubblica ne ha autorizzato la riconsegna alla legittima proprietaria. Collane, anelli e bracciali sono così tornati nelle mani della donna, che per alcune ore aveva temuto di aver perso per sempre oggetti legati a una vita di ricordi.

Grande soddisfazione per l’esito dell’operazione è stata espressa dal Comando provinciale dei Carabinieri di Mantova, che ha sottolineato l’importanza della presenza capillare dell’Arma sul territorio e della collaborazione dei cittadini. In questa circostanza, la tempestività dell’intervento e il senso civico dell’automobilista hanno consentito non soltanto di individuare i presunti responsabili, ma anche di recuperare integralmente quanto sottratto.

L’episodio riporta però l’attenzione su un fenomeno particolarmente insidioso, quello delle truffe ai danni degli anziani, spesso perpetrate sfruttando la fiducia riposta nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine. Raggiri che non provocano soltanto danni economici, ma possono lasciare profonde conseguenze psicologiche, minando il senso di sicurezza delle vittime persino all’interno delle proprie abitazioni.

Da qui il rinnovato appello dei Carabinieri a non abbassare la guardia e a contattare immediatamente il 112 in caso di telefonate sospette o richieste anomale. Nessun vero carabiniere chiede ai cittadini di consegnare denaro, gioielli o altri oggetti di valore per effettuare controlli a domicilio. Una precauzione fondamentale per evitare di cadere nella rete di truffatori sempre più abili nel manipolare le proprie vittime.