MANTOVA – Dopo il volo spettacolare dalla cupola della basilica di Sant’Andrea che ha fatto il giro dei social, arriva la ferma presa di posizione della Diocesi di Mantova. La Curia ha infatti denunciato l’accaduto alla Questura e chiede che venga fatta piena luce su quanto avvenuto all’alba di sabato 6 giugno all’interno del principale luogo di culto della città.
Protagonista dell’impresa è stato il base jumper professionista Maurizio Di Palma, 34 anni, originario della provincia di Trento. Insieme ad altre due persone sarebbe riuscito ad accedere alla basilica sfruttando il ponteggio esterno installato per i lavori di restauro. Raggiunta la sommità della cupola si è lanciato nel vuoto attraversando la navata con il paracadute aperto per poi atterrare poco prima del portone centrale. L’intera azione è stata ripresa e successivamente pubblicata sui social.
Se online il video ha raccolto migliaia di visualizzazioni, ben diverso è il giudizio espresso dalla Diocesi di Mantova che «prende fermamente le distanze dall’episodio di B.A.S.E Jamping non autorizzato avvenuto all’alba di sabato 6 giugno nella basilica di Sant’Andrea e pubblicato lunedì 8 giugno sul profilo Instagram del signor Maurizio Di Palma. Salito fino alla calotta della cupola, accessibile solo dall’esterno, si è lanciato nel vuoto col paracadute, assieme ad un collega, in uno sconsiderato volo che ha attraversato la navata, per atterrare poco prima del portone centrale d’ingresso».
«Se la disciplina di sport estremo non è illegale in Italia, lo è l’accesso non autorizzato ad un monumento in orario di chiusura per iniziative che mettono a rischio le opere d’arte e l’incolumità delle persone. La bellezza e la vastità della basilica di Sant’Andrea, che stanno facendo il giro del mondo, attirano purtroppo anche personaggi che praticano sport estremi e richiedono di aumentare i presidi di sicurezza oltre a quelli imposti dalle normative».
Nella nota viene inoltre evidenziato come l’atleta abbia approfittato di una situazione particolare per portare a termine l’impresa. «Dopo il Duomo di Milano, il campanile di Giotto di Firenze e numerosi altri edifici monumentali, l’atleta professionista Di Palma ha approfittato di un’occasione irripetibile: il ponteggio sul transetto della basilica e la presenza in città, nello scorso weekend, di centinaia di acrobati, giocolieri e artisti di strada, per far passare inosservata la sua attrezzatura».
Le forze dell’ordine stanno ora cercando di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto. I responsabili sono stati denunciati per violazione di domicilio. Dagli accertamenti eseguiti finora non sarebbero emersi danni all’interno della basilica, ma resta la gravità di un accesso non autorizzato avvenuto in uno dei monumenti simbolo di Mantova. Come conclude la stessa Diocesi, «le forze dell’ordine stanno indagando se la bravata si possa configurare come un reato».


















