Smog in Lombardia, bocciata richiesta stato di emergenza. Tensione in aula

Si è concluso con la bocciatura della richiesta di stato di emergenza per l’inquinamento, presentata dal M5S e dal Pd, il Consiglio regionale dedicato oggi alle misure anti-smog.  È stato invece approvato a maggioranza  un ordine del giorno, in cui si chiede alla Giunta di negoziare con la Commissione europea le istanze della Lombardia, sottolineando le criticità che derivano dall’applicazione della nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria. In particolare il testo licenziato sottolinea come sia necessario adoperarsi per sviluppare accordi specifici per raggiungere gli obiettivi nel rispetto delle caratteristiche sociali, economiche e ambientali dei territori e stanziando ulteriori risorse finanziarie.
Il Consiglio ha visto anche momenti di tensione che si sono trasformati poi in una vera e propria bagarre, in particolare quando i consiglieri pentastellati hanno indossato come provocazione le maschere antigas e il presidente Attilio Fontana ha lasciato l’aula.

“E’ una proposta che non ha senso. I dati dimostrano che il trend è in netto miglioramento in tutti i territori della nostra regione” ha dichiarato poi il governatore.

A difendere la posizione della maggioranza è stato in particolare il capogruppo di Fratelli d’Italia, Christian Garavaglia che ha dichiarato:I dati raccolti indicano che il 2023 è stato l’anno migliore degli ultimi venti anni per quanto riguarda la qualità dell’aria in Lombardia. “Sono i dati, non le chiacchiere, a confermare il buon lavoro di Regione Lombardia e dell’assessore all’Ambiente Giorgio Maione, come peraltro già ribadito dal Presidente Attilio Fontana” ha dichiarato

I Consiglieri M5S chiedevano invece il riconoscimento dello stato d’emergenza per attivare azioni e misure straordinarie di risanamento ambientale. Anche dai banchi del Pd si perorava la richiesta al governo di dichiarare lo stato di emergenza per la Lombardia per l’attuazione della transizione ecologica e, alla Regione, un incremento non inferiore al 20% del Fondo Trasporti sulla quota regionale, al fine prioritariamente di finanziare le Agenzie del Tpl, così da rafforzare l’offerta di trasporto pubblico su gomma e su ferro. I dem chiedevano anche di individuare una serie di passaggi per accompagnare l’agricoltura e il settore zootecnico intensivo verso una maggiore sostenibilità.

“La Pac deve essere rivista, prevedendo dei cambiamenti che riconoscano la specificità dell’agricoltura lombarda -ha detto intervenendo in aula in consigliere mantovano dem Marco Carra – Servono misure nuove che mettano gli agricoltori al centro della filiera agroalimentare e che ne riconoscano il ruolo essenziale nella transizione, quali custodi della biodiversità del territorio, dell’ambiente e della nostra salute. Per questo siamo disposti a ragionare per istituire un fondo speciale per la transizione ecologica del mondo agricolo. Auspichiamo di poterne discutere in questa sede, facendo gioco di squadra”.

Sono stati respinti anche altri tre ordini del giorno presentati sempre dalle minoranze. Il gruppo di Azione Italia Viva chiedeva un’integrazione dei fondi nazionali e comunitari con quelli regionali per incentivare la sostituzione dei veicoli più inquinanti e il potenziamento del trasporto pubblico. Il Patto Civico invitava invece la giunta a presentare entro un mese al Consiglio regionale un cronoprogramma di interventi in linea con il  programma regionale di sviluppo sostenibile.