SUZZARA – La polemica sul ponte di via Petrate, chiuso da sei anni e ancora senza un progetto condiviso tra Suzzara e Pegognaga, torna ad accendersi dopo le recenti dichiarazioni dell’assessore ai Lavori pubblici Andrea Cantoni, che ha definito l’infrastruttura “residuale” per il Comune di Suzzara. Una frase che ha provocato la dura reazione di Consenso Civico, che accusa l’amministrazione di immobilismo e scarsa visione.
Il duro affondo dell’opposizione
Secondo la capogruppo Nicoletta Ferrari, l’atteggiamento dell’assessore sarebbe la prova di una gestione inconcludente: «Da quando si è insediato, Cantoni ha dimostrato solo di saper dare i numeri, innamorato dei cronoprogrammi e dei rinvii continui, senza una sola soluzione concreta per il territorio.»
La definizione del ponte come opera “residuale” è, per Ferrari, la goccia che ha fatto traboccare il vaso: «È una mancanza di rispetto istituzionale e una miopia amministrativa, soprattutto considerando che il fascicolo è fermo da sei anni.»
Proprietà condivisa, responsabilità condivise
Il ponte sul Po Vecchio è di proprietà al 50% di Suzzara e al 50% di Pegognaga. Per questo, sottolinea l’opposizione, non è possibile scaricare la responsabilità su chi utilizza maggiormente il tratto:«Liquidare la questione dicendo che lo percorrono più i cittadini di Pegognaga è un espediente per lavarsi le mani. Un amministratore deve tutelare il patrimoni o dell’ente, non fare classifiche di serie A e serie B.»
Ferrari ricorda che: Pegognaga ha già inviato una bozza di delibera; il Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga si è offerto di redigere gratuitamente il progetto e Suzzara continua a porre condizioni e rinviare.
L’appello finale
«Il tempo delle scuse è scaduto – ha concluso Ferrari – L’assessore colga l’invito del consigliere regionale Carra e si dia da fare. I cittadini meritano serietà.»

















