BORGOCARBONARA – Un altro dramma si è consumato nei campi del Mantovano. Nel pomeriggio di oggi, lunedì 29 giugno, un uomo di 55 anni, di nazionalità straniera, è morto mentre era impegnato nella raccolta delle angurie in un terreno agricolo di Borgocarbonara, in strada Fabio Filzi.
L’allarme è scattato quando il lavoratore si è improvvisamente accasciato a terra. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Gonzaga e i tecnici di Ats Val Padana, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto. Le cause del decesso non sono ancora state ufficialmente accertate, ma tra le ipotesi più probabili c’è quella di un malore, verosimilmente favorito dalle temperature elevatissime che da giorni interessano il territorio. Oggi pomeriggio la stazione del Centro Meteo Lombardo di Sermide, distante solo 9 chilometri da Borgocarbonara, ha registrato la temperatura massima di 40,1°.
Si tratta dell’ennesimo episodio che riporta l’attenzione sui rischi legati al lavoro agricolo durante questa eccezionale ondata di caldo. Solo pochi giorni fa un bracciante agricolo di 48 anni, anch’egli di origine straniera, era stato colpito da un grave malore mentre raccoglieva meloni in un’azienda agricola di Rodigo. L’uomo si era improvvisamente accasciato davanti ai colleghi ed era stato trasportato d’urgenza all’ospedale Carlo Poma di Mantova, dove si trova tuttora ricoverato. Sempre nei giorni scorsi un’altra tragedia aveva colpito il mondo agricolo mantovano. Tra Roverbella e la frazione di Canedole aveva infatti perso la vita Stefano Vicentini, agricoltore di 66 anni, colto da un malore mentre lavorava a bordo del proprio trattore nei campi. Tre episodi ravvicinati che, pur in attesa delle verifiche sulle singole cause, riaccendono l’attenzione sulle condizioni di chi è costretto a lavorare all’aperto durante giornate caratterizzate da temperature estreme.

















