Uccise Maria Campai a Viadana, condannato a 15 anni e 8 mesi

VIADANA – È stata pronunciata questa mattina, dal Tribunale dei Minori di Brescia, la condanna a 15 anni e 8 mesi di carcere per il giovane di Viadana – oggi maggiorenne, ma all’epoca dei fatti ancora diciassettenne – ritenuto responsabile dell’omicidio di Maria Campai, 42enne di origine romena residente a Parma.
La donna era scomparsa nel settembre dello scorso anno dopo essersi recata a Viadana per incontrare il ragazzo conosciuto online. Era stata la sorella, che l’aveva accompagnata in città la sera della scomparsa, a dare l’allarme rivolgendosi ai carabinieri. Le indagini avevano portato al fermo del giovane poco dopo il ritrovamento del corpo, rinvenuto una settimana più tardi nel giardino di una villetta disabitata adiacente al condominio di via Monteverdi dove il giovane viveva e dove i due si erano incontrati.

Secondo quanto emerso in aula, l’aggressione si era consumata nel garage dell’abitazione in cui il ragazzo viveva con i genitori, uno spazio usato come palestra per gli allenamenti di arti marziali. La lite era nata da un diverbio sulla somma pattuita come compenso per un incontro sessuale. L’autopsia aveva evidenziato una violenza ben più grave rispetto alla versione inizialmente fornita dal giovane: non solo il soffocamento con una mossa di wrestling, ma anche numerosi colpi al volto, alla testa, al collo e al torace, fino a sbattere la vittima contro il muro. Nel processo con rito abbreviato, gli avvocati difensori Paolo Antonini e Valeria Bini avevano chiesto di far cadere l’aggravante della premeditazione, puntando a una pena più bassa. Di contro, il sostituto procuratore Carlotta Bernardini aveva sostenuto tutte le aggravanti, chiedendo una condanna a 25 anni. Non era comunque possibile arrivare all’ergastolo, trattandosi di un imputato minorenne al momento del delitto.