Canneto celebra il Rito della Stella tra fede, tradizione e omaggio alle radici

CANNETO SULL’OGLIO – Ci sono tradizioni che non si limitano a ripetere un gesto, ma riescono a tenere insieme passato e presente. Da oltre un quarto di secolo, il Rito della Stella trasforma Canneto sull’Oglio in un crocevia di storie, suoni e identità, mantenendo viva l’intuizione del compianto professor Fausto Scalvini, mente e anima dell’Ecomuseo delle Valli dell’Oglio e del Chiese. Artista poliedrico, Scalvini aveva compreso la necessità di un richiamo forte, capace di unire il sentimento religioso con la cultura popolare. Ispirandosi ai riti delle antiche tradizioni delle Valli del Chiese e Camonica – con echi che risalgono fino alla Valle dei Mocheni in Trentino – aveva donato a Canneto uno strumento per “risvegliare” la memoria collettiva. L’edizione di quest’anno ha vissuto i momenti più intensi nel passaggio dalla dimensione liturgica a quella civile. Dopo la celebrazione della Santa Infanzia nella Chiesa del Carmine, momento dedicato alla consacrazione dei bambini, il corteo dei figuranti si è mosso verso il cosiddetto Campo delle Oche, in piazza Gramsci. Ad aprire il percorso, il dialogo sonoro tra la banda cittadina e gli zampognari: un connubio capace di evocare atmosfere d’altri tempi, portando simbolicamente il respiro della montagna nel cuore della pianura mantovana. Ma il vero cuore pulsante del Rito della Stella è stato il tributo agli uomini che quella storia l’hanno scritta. Il corteo ha fatto tappa sotto la finestra di Valerio Visini, classe 1935, uno dei soci fondatori dell’Associazione. E qui l’applauso della folla e le note della banda hanno reso omaggio a una vita dedicata alla comunità.
Altrettanto toccante è stato il saluto agli ospiti della Casa di riposo “Casa Leandra”. Qui, tra la commozione dei presenti, la Stella ha brillato per Elio Sambinelli, altro socio fondatore che, a 103 anni, incarna la memoria storica vivente di Canneto. Il Rito della Stella si conferma così molto più di una sfilata: è un atto di resistenza culturale. In un tempo che corre veloce, Canneto sceglie di fermarsi per onorare i propri estremi: i bambini, simbolo del futuro, e gli anziani, custodi delle radici. Sotto la guida dell’eredità di Fausto Scalvini, la Stella continua a indicare la strada di una comunità che non vuole dimenticare chi è.