MANTOVA – Un viaggio tra identità, metamorfosi, coscienza e dualità umana attraverso una delle opere più intense e moderne di Rabīndranāth Tagore. È questo il cuore dell’incontro dedicato alla nuova edizione critica e bilingue, in bengali e italiano, del dramma “Citrā”, curata da Alberto Jori e pubblicata dalla SE, che sarà presentata lunedì 18 maggio alle 17 nella Sala dei Cavalli di Palazzo Te.
L’opera del grande autore indiano, Premio Nobel per la Letteratura, affronta temi oggi più che mai attuali, mettendo al centro il rapporto tra corpo e identità, il bisogno di riconoscimento e il conflitto tra ciò che si è e ciò che gli altri vedono. “Citrā” viene considerato uno dei testi teatrali più originali di Tagore proprio per la capacità di trasformare il dramma in uno strumento di riflessione filosofica e di presa di coscienza.
All’incontro interverranno, oltre al curatore, il presidente di Fondazione Palazzo Te Giovanni Pasetti, autore della presentazione del volume, il Console Generale dell’India a Milano Lavanya Kumar, Giangiacomo Lusenti e Maria Grazia Bettini, direttrice artistica dell’Accademia Teatrale Campogalliani. Proprio Bettini, insieme ad alcuni attori dell’Accademia, proporrà una lettura drammatizzata di alcuni passaggi dell’opera.
L’evento si inserisce nel programma delle celebrazioni per il centenario della visita di Tagore in Italia. Nel 1926 il poeta e drammaturgo indiano assistette infatti a Roma alla rappresentazione di “Citrā”. L’iniziativa gode del patrocinio dell’Università degli Studi di Ferrara e della Leonardo Da Vinci Academy.
La nuova traduzione italiana firmata da Jori è accompagnata da contributi originali dedicati agli aspetti filosofici, estetici e teatrali del dramma. “Citrāṅgadā non è un dramma sentimentale nel senso corrente del termine – scrive il curatore nel volume – né una semplice rielaborazione mitologica. È piuttosto un’opera che mette in scena, con straordinaria lucidità poetica, il problema dell’identità umana nella sua dimensione più concreta: l’identità incarnata”. Anche Pasetti evidenzia quanto vi sia di estremamente contemporaneo e quasi pirandelliano nella divisione della personalità della protagonista, figura che recentemente ha ispirato anche un importante film di un noto regista indiano.
La protagonista Citrā appare infatti come una donna sospesa tra mondi diversi: principessa guerriera educata come un uomo, vive un conflitto identitario che Tagore racconta senza semplificazioni, trasformando la sua vicenda in una riflessione universale sulla ricerca di sé. L’ingresso sarà libero fino a esaurimento posti.
Per informazioni: www.palazzote.it



















