MONTANARA (CURTATONE) – Ci sono giorni che, dopo aver scandito una vita intera, continuano a bussare alla porta anche quando tutto intorno è cambiato. Per Cesarino Spezia il Ferragosto è stato per quasi mezzo secolo il giorno dei Madonnari, quello del sagrato delle Grazie, dei gessetti, degli artisti arrivati da ogni parte del mondo. E proprio ieri, 15 agosto, quella storia è entrata nella sua casa di Montanara di Curtatone, dando vita a un incontro carico di emozione e significati.
Attorno allo stesso tavolo si sono ritrovati Spezia, memoria storica dell’Incontro Nazionale dei Madonnari, il grande maestro madonnaro fiorentino Claudio Sgobino, tornato a Grazie dopo molti anni, e Maria Sessa, direttrice del Festival dei Madonnari di Nocera Superiore. Un incontro tra persone che hanno dedicato una parte importante della propria vita all’arte effimera del gessetto e che hanno voluto rendere omaggio a colui che per generazioni di artisti è stato un punto di riferimento, quasi un padre e custode del concorso delle Grazie.
Per quasi cinquant’anni Spezia ha infatti contribuito all’organizzazione dell’Incontro Nazionale, accompagnandone la crescita e diventando uno dei volti più conosciuti dai Madonnari giunti sul sagrato del Santuario dai cinque continenti. È stato inoltre tra gli artefici e per lungo tempo anima del Museo dei Madonnari, contribuendo a custodire e tramandare una tradizione che proprio a Grazie ha trovato la sua culla.
Tra le pagine più straordinarie di quella lunga storia ce n’è una che porta al giugno del 1991, quando Grazie si preparò ad accogliere Papa Giovanni Paolo II. Spezia, insieme al celebre maestro madonnaro americano Kurt Wenner, riunì 35 Madonnari, scelti tra i migliori artisti del gessetto, che realizzarono sotto la guida dello stesso Wenner un grande dipinto ispirato al Giudizio Universale della Cappella Sistina. Un’opera monumentale legata a una visita che segnò profondamente la storia del borgo e della manifestazione.
Ecco perché l’incontro di Ferragosto a Montanara è andato ben oltre una semplice visita tra amici. Sgobino e Sessa sono arrivati nella casa di Spezia portando con loro pezzi diversi della stessa storia, ricordi, esperienze e soprattutto uno sguardo rivolto a ciò che l’arte madonnara potrà ancora diventare.
E per l’occasione il sindaco di Curtatone e presidente della Provincia Carlo Bottani si è trasformato in fotografo, immortalando quello che, a tutti gli effetti, può essere considerato uno storico incontro tra alcune delle figure più rappresentative del mondo dell’arte madonnara. Un’immagine semplice, domestica, ma dal forte valore simbolico. Perché proprio nel giorno che per decenni ha visto Cesarino Spezia correre tra il sagrato, gli artisti e l’organizzazione della Fiera, la storia dei Madonnari è andata a cercarlo a casa.
E forse è proprio questa una delle fotografie più belle di questo Ferragosto: la tradizione che incontra chi l’ha custodita per una vita, mentre attorno a un tavolo si parla ancora di Madonnari, di Grazie e di futuro. Perché innovare significa guardare avanti, ma senza dimenticare le persone che hanno reso possibile tutto ciò che oggi appare quasi naturale.


















