Quando Asola viaggiava sui binari: una mostra racconta la rivoluzione di tram e treni

ASOLA – C’è stato un tempo in cui il futuro viaggiava sui binari. Un’epoca in cui tram e treni rappresentavano una straordinaria conquista, capace di accorciare le distanze, collegare paesi fino ad allora isolati e cambiare profondamente le abitudini delle persone. A quella stagione, che ha lasciato tracce ancora oggi riconoscibili nel territorio, è dedicata «Destinazione Asola – Le rotaie scomparse. Viaggio nell’Asola del tram e dei treni», la mostra fotografica ideata e curata da Nicola Nardi, che sarà inaugurata venerdì 30 ottobre alle 20.45 nell’ex Sala del Giudice di Pace del Comune di Asola. L’iniziativa è promossa dall’Avis comunale con il patrocinio della Città di Asola.

Un viaggio nella memoria collettiva, costruito attraverso fotografie, documenti e testimonianze, che ripercorre la nascita e il declino della rete ferroviaria e tramviaria asolana. A guidare i visitatori sarà Nardi, da undici anni impegnato nella raccolta e nella valorizzazione del patrimonio storico locale attraverso il progetto Asola Segreta.

«Questa mostra rappresenta per me qualcosa di particolare, perché è la prima volta che il mio lavoro e la mia passione per la storia si incontrano così direttamente – racconta il curatore –. Sono un avvocato che si occupa di diritto dei trasporti e, in questo caso, ho avuto l’opportunità di approfondire un argomento con il quale mi confronto quotidianamente anche dal punto di vista professionale. Ho attinto al repertorio di Asola Segreta, un archivio che costruisco ormai da undici anni e nel quale avevo accumulato moltissimo materiale dedicato proprio ai trasporti».

Un lavoro di ricerca che è andato ben oltre la selezione delle immagini. «Ho utilizzato le fotografie che nel corso degli anni mi sono state inviate dai cittadini, ma ho anche recuperato documentazione attraverso biblioteche digitali e fonti ufficiali. Non volevo realizzare una semplice esposizione di fotografie di treni e binari. L’obiettivo era raccontare come sono nate queste infrastrutture, perché si è deciso di costruirle e quali trasformazioni hanno determinato. E, naturalmente, spiegare anche le ragioni del loro progressivo abbandono».

Le date fondamentali di questa storia raccontano l’importanza che Asola aveva assunto nella rete dei collegamenti: nel 1886 entrò in funzione la tranvia Asola-Mantova, rimasta attiva fino al 1933; nel 1893 arrivarono la linea ferroviaria Parma-Brescia e la stazione di Asola, mentre dal 1929 al 1955 fu operativa la tranvia Asola-Cremona. Collegamenti che inserirono il territorio in un sistema di mobilità assai più articolato di quanto si possa immaginare osservando la situazione attuale.

«Bisogna considerare che il treno nasce prima dell’automobile e che, fino agli anni Trenta del Novecento, il trasporto su rotaia raggiunge uno sviluppo straordinario – spiega Nardi –. Esisteva una rete fittissima di collegamenti che metteva in comunicazione Mantova, Brescia, Cremona e arrivava fino alla zona del Garda. Asola era parte di questo sistema, con possibilità di interscambio tra diverse linee. È la testimonianza di un periodo nel quale gli amministratori e i decisori pubblici erano convinti che il futuro della mobilità sarebbe stato ferroviario. Gli investimenti e le scelte infrastrutturali andavano tutti in quella direzione».

La prospettiva cambiò con l’affermazione dell’automobile e, successivamente, con lo sviluppo del trasporto pubblico su gomma. «Dagli anni Trenta comincia una trasformazione profonda. L’automobile privata si diffonde progressivamente e arrivano le autolinee, considerate meno costose da gestire e più versatili rispetto alle tranvie. Si avvia così la dismissione di gran parte della rete tramviaria mantovana. Un processo che ha coinvolto anche collegamenti ferroviari veri e propri, come dimostra la chiusura della Mantova-Peschiera negli anni Sessanta».

Ma la parte forse più significativa del racconto riguarda le conseguenze sociali di quella rivoluzione. Prima dell’arrivo dei mezzi pubblici, spostarsi da un paese all’altro era un’impresa tutt’altro che semplice, soprattutto per chi non disponeva di risorse economiche.

«Dobbiamo immaginare cosa significasse vivere nella Pianura Padana alla fine dell’Ottocento – osserva Nardi –. Per una persona comune raggiungere Mantova partendo da Asola voleva dire affrontare il viaggio a piedi. Esistevano naturalmente i cavalli, ma non tutti potevano permetterseli. Con l’arrivo delle tranvie, a partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento, cambia tutto. Per la prima volta anche le persone meno abbienti possono spostarsi con relativa facilità. Il trasporto pubblico ha democratizzato la mobilità, offrendo possibilità che prima erano riservate a pochi».

L’eredità di quelle infrastrutture, tuttavia, non si limita ai ricordi e alle fotografie. Sopravvive persino nella conformazione delle strade che gli automobilisti percorrono ogni giorno, spesso senza conoscerne l’origine.

«Molte strade che utilizziamo abitualmente esistono proprio grazie alle vecchie tranvie – sottolinea il curatore –. I tram avevano difficoltà ad affrontare curve strette, soprattutto quando i percorsi attraversavano i centri abitati. Per questo vennero realizzati nuovi tracciati, più rettilinei, che aggiravano i paesi. Possiamo pensare, ad esempio, alla zona tra Piubega e Casalromano, dove i vecchi collegamenti passavano attraverso le piazze. Per consentire il transito dei tram furono create delle vere e proprie tangenziali dell’epoca. I binari sono scomparsi, ma quelle strade sono rimaste e continuiamo a utilizzarle».

È proprio questo intreccio tra passato e presente a costituire il filo conduttore dell’esposizione: non soltanto recuperare immagini di un mondo scomparso, ma riconoscere quanto quel mondo abbia contribuito a costruire il territorio di oggi.

La mostra sarà inaugurata venerdì 30 ottobre alle 20.45. Sabato 31 ottobre, alle 16.30, è prevista una visita personale con il curatore Nicola Nardi. Gli orari di apertura al pubblico saranno sabato dalle 17.30 alle 22, domenica 1° novembre dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 21, lunedì 2 novembre dalle 16 alle 19.30. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 3661955349 oppure scrivere all’indirizzo avisasola@gmail.com.