Quistello, torna a vivere l’Europhon: in mostra radio, mangiadischi e televisori che fecero storia

QUISTELLO – C’era un tempo in cui un televisore valeva un anno intero di lavoro. Poi arrivò il commendator Andrea Zenesini con un’idea rivoluzionaria: democratizzare la tecnologia e rendere l’elettronica di qualità accessibile a ogni famiglia.
La mostra “Vintage Europhon”, curata dall’ex collaudatore Giorgio Debiasi e promossa dal gruppo Nostalgia Europhon, celebra questo straordinario miracolo industriale attraverso gli storici apparecchi audio e video messi a disposizione da ex dipendenti e appassionati. L’esposizione è allestita a Quistello all’ex Casa del Popolo, in via Cesare Battisti 89, ed è visitabile fino al 25 agosto, tutte le sere dalle 21 alle 23.
Nata a Milano negli anni Cinquanta, la Europhon consacrò il proprio marchio nel 1958 espandendosi con cinque stabilimenti, tra cui quello di Quistello, paese natio di Zenesini. In un territorio ancora prettamente agricolo, la prima produzione avviata nei pressi della Cantina Sociale portò le prime fonovaligie e le TV in bianco e nero, affiancate dalla radio RC 59 e dai mobili in legno realizzati dagli artigiani locali. Con l’inaugurazione del grande stabilimento nel 1962, la produzione decollò su scala industriale toccando i 125 mila pezzi al mese tra gli anni Sessanta e Settanta.
Oltre all’esplosione dei mangiadischi, la collaborazione con il designer Adriano Rampoldi trasformò la tecnologia in arte pop, dando vita a veri oggetti di culto come le radio-lampada, le radio-orologio e le iconiche radio-mappamondo.
L’Europhon fu un pilastro di riscatto sociale per l’intera Bassa Mantovana. Con oltre 450 dipendenti, dei quali ben l’80% donne, e lavoratori giunti in treno dai comuni vicini lungo la linea Suzzara-Ferrara, l’azienda favorì l’emancipazione femminile, innalzò il tenore di vita delle famiglie e sostenne la comunità finanziando la scuola materna locale. A questa sensibilità si affiancò una spiccata lungimiranza tecnica, come l’introduzione pionieristica della frequenza FM nel 1972 all’alba delle radio libere. Nonostante il declino iniziato a fine anni Settanta con la concorrenza asiatica e il tragico sequestro del fondatore, la storia dell’Europhon resta una testimonianza indelebile dell’ingegno e del Made in Italy.