“Una vita per l’arte”: una retrospettiva ricorda Anna Moccia a vent’anni dalla scomparsa

MANTOVA – A vent’anni dalla scomparsa, Mantova rende omaggio ad Anna Moccia con una grande retrospettiva che ripercorre oltre mezzo secolo di attività artistica. Sabato 30 maggio alle 17.30 la Galleria Arianna Sartori inaugurerà infatti la mostra “Una vita per l’arte”, dedicata all’artista mantovana Anna Palvarini Moccia, figura molto conosciuta nel panorama culturale cittadino per la sua intensa attività creativa e didattica.

L’esposizione, organizzata dai figli Caterina e Antonio Moccia e curata da Arianna Sartori, propone un ampio percorso attraverso le diverse stagioni artistiche dell’autrice, dalle opere giovanili realizzate durante gli anni di formazione all’Accademia di Belle Arti di Bologna fino ai lavori degli anni Novanta. In mostra incisioni, disegni, acquerelli, tecniche miste, oli, smalti e ceramiche che raccontano l’evoluzione di un’artista capace di esprimersi con linguaggi differenti mantenendo sempre una cifra personale e riconoscibile.

Nata a Mantova nel 1928, Anna Moccia visse l’infanzia e l’adolescenza negli anni difficili della guerra. Fin da giovane mostrò una forte predisposizione per il disegno, coltivata inizialmente al Magistero della Donna e successivamente all’Istituto Statale d’Arte di Modena, dove fu ammessa all’ultimo anno dopo un esame integrativo. Il suo percorso proseguì poi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, frequentata parallelamente all’attività di insegnante, sotto la guida di maestri del calibro di Giorgio Morandi e Virgilio Guidi. Al termine del corso i due artisti le assegnarono il primo premio per la pittura, riconoscendone il talento e le potenzialità. Una carriera che, almeno inizialmente, sembrò rallentare tra insegnamento, matrimonio e maternità, ma che non spense mai la sua vocazione artistica. Negli anni Anna Moccia tornò infatti con sempre maggiore intensità al disegno, all’incisione, alla pittura e alla ceramica, disciplina alla quale si dedicò a partire dal 1977. Numerose le esposizioni personali e collettive che le valsero premi e riconoscimenti anche all’estero, contribuendo a portare il nome di Mantova oltre i confini nazionali.

Accanto all’attività artistica, Moccia fu anche un’apprezzata insegnante e punto di riferimento per molti allievi. Dopo il pensionamento aprì inoltre una propria galleria d’arte in via Principe Amedeo, offrendo spazio e visibilità ad artisti emergenti e accompagnando spesso le mostre con testi critici scritti di suo pugno. Tra i cicli più significativi della sua produzione spicca “I colori del silenzio”, serie particolarmente meditativa esposta nel 2004 presso Banca Fideuram con una presentazione di Renata Casarin. Un percorso artistico e umano che si concluse nel 2006 con la sua scomparsa, ricordata da una partecipazione straordinaria di amici, artisti e allievi nella chiesa di San Barnaba e nella piazzetta antistante, a testimonianza del profondo affetto che la città nutriva nei suoi confronti.

La mostra resterà aperta fino al 18 giugno 2026 con orario dal lunedì al sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30. Chiuso domenica, festivi e lunedì 1° giugno.