Autotrasporto, dal Governo nuovi fondi per gasolio e leasing sospesi. Associazioni di categoria soddisfatte

Arriva una prima risposta concreta del Governo alla crisi dell’autotrasporto, alle prese con l’impennata dei costi del gasolio e con una carenza di liquidità che sta mettendo in difficoltà migliaia di imprese. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge urgente che prevede nuove risorse per i crediti d’imposta sul carburante, la sospensione temporanea dei canoni di leasing e il rafforzamento delle norme che consentono di adeguare le tariffe di trasporto agli aumenti del gasolio. Una decisione accolta con soddisfazione dalle associazioni nazionali dell’Albo degli autotrasportatori, che vedono tradotti in provvedimenti gli impegni assunti dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini appena due giorni prima, durante l’incontro in Prefettura a Milano.

«È la dimostrazione che il malessere e il disagio di un’intera categoria avessero bisogno di risposte immediate per la liquidità aziendale, a partire dalla necessità di sbloccare i pagamenti di tutte le risorse già stanziate dopo l’Accordo di Palazzo Chigi del 22 maggio, ulteriori stanziamenti per i crediti d’imposta per gli acquisti di gasolio e il rafforzamento del meccanismo di adeguamento automatico del costo del gasolio per le prestazioni di trasporto», sottolineano le associazioni, che esprimono apprezzamento soprattutto per la rapidità con cui l’Esecutivo ha dato seguito al confronto.

Nel dettaglio, il provvedimento mette a disposizione 66,4 milioni di euro complessivi per garantire l’intera copertura dei crediti d’imposta relativi agli acquisti di gasolio effettuati tra marzo e agosto 2026, per i quali le imprese hanno già presentato domanda. Si tratta di 45,2 milioni di nuovi stanziamenti, che si aggiungono ai 21,2 milioni precedentemente previsti. Altri 60 milioni vengono destinati al periodo compreso tra il 1° settembre e il 5 ottobre: per accedere a questa seconda tranche, la piattaforma telematica sarà aperta all’inizio di novembre, mentre i crediti riconosciuti potranno essere utilizzati in compensazione nel corso del 2027.

Un intervento particolarmente atteso dagli operatori, perché proprio i ritardi nell’erogazione delle agevolazioni avevano contribuito ad aggravare le tensioni degli ultimi mesi. Il meccanismo di ristoro, già attivato per fronteggiare i rincari energetici legati alla crisi internazionale, prevede per le imprese ammesse un credito d’imposta commisurato alla maggiore spesa sostenuta per il gasolio rispetto ai prezzi di febbraio, fino al 70% dell’incremento. La piattaforma per le richieste relative al periodo marzo-agosto era stata aperta a settembre, ma la disponibilità delle risorse e i tempi necessari per utilizzare i crediti avevano alimentato il malcontento della categoria.

La questione è soprattutto finanziaria. Le aziende di autotrasporto devono acquistare quotidianamente carburante per garantire le consegne, anticipando somme considerevoli che non sempre riescono a recuperare tempestivamente attraverso i corrispettivi dei servizi effettuati. Una situazione particolarmente pesante per le piccole imprese e per gli autotrasportatori che operano con uno o pochi mezzi, già gravati dalle spese per manutenzioni, assicurazioni, pedaggi e personale. In questo quadro, anche un aumento di pochi centesimi al litro può trasformarsi in un aggravio significativo su base mensile, comprimendo margini economici spesso già ridotti.

Il decreto affronta anche il problema degli impegni finanziari assunti dalle aziende per l’acquisto dei veicoli. Fino al 31 marzo 2027 sarà infatti possibile sospendere il pagamento dei canoni di leasing in scadenza tra il prossimo 1° novembre e la fine di marzo. Una misura che non elimina gli obblighi contrattuali, ma permette di rinviare una parte delle uscite, offrendo un margine di respiro alle imprese che hanno investito nel rinnovo del parco mezzi e che si trovano ora a sostenere rate elevate in una fase di forte incertezza.

Accanto agli interventi economici, il Governo ha introdotto modifiche normative destinate a incidere sui rapporti tra autotrasportatori e committenti. Viene rafforzata la cosiddetta clausola del fuel surcharge, il meccanismo che consente di aggiornare automaticamente i corrispettivi del trasporto in funzione delle oscillazioni del prezzo del gasolio. La novità riguarda in particolare i contratti verbali, per i quali viene prevista l’indicazione in fattura dell’incidenza del carburante sul costo della prestazione. L’obiettivo è rendere maggiormente applicabile una tutela che, pur essendo già prevista dall’ordinamento, incontra difficoltà soprattutto nei rapporti commerciali caratterizzati da un forte squilibrio contrattuale.

Sul piano normativo viene inoltre introdotta una disposizione per distinguere più chiaramente i contratti di trasporto da quelli di appalto, mentre per il 2027 è prevista l’implementazione della lettera di vettura elettronica, strumento destinato a semplificare la gestione documentale delle spedizioni e a favorire la tracciabilità delle operazioni. Resta confermato anche l’impegno dell’Esecutivo per un’azione di contenimento dei prezzi del gasolio nella distribuzione extrarete, particolarmente importante per le aziende che acquistano carburante direttamente dai fornitori anziché rifornirsi presso gli impianti stradali.

Il decreto rappresenta il primo risultato del confronto istituzionale accelerato dall’emergenza che ha investito il comparto nelle ultime settimane. L’aumento dei costi del carburante, aggravato dalle tensioni internazionali e dalle conseguenze della crisi in Medio Oriente, ha infatti innescato proteste e presidi degli autotrasportatori, soprattutto nelle regioni meridionali, con ripercussioni sulla circolazione delle merci e sull’approvvigionamento di numerose attività commerciali. L’incontro del 20 ottobre in Prefettura a Milano era stato convocato proprio per individuare soluzioni immediate alle difficoltà delle imprese e favorire il superamento di una situazione che rischiava di estendersi all’intero sistema della logistica.

La crisi interessa direttamente anche il tessuto produttivo mantovano, nel quale il trasporto su gomma svolge un ruolo fondamentale per la movimentazione delle materie prime, dei prodotti agroalimentari e delle merci destinate ai mercati nazionali ed esteri. Per le aziende del territorio, l’aumento dei costi logistici rappresenta un ulteriore elemento di pressione sui bilanci, mentre per gli operatori dell’autotrasporto la possibilità di recuperare almeno parte dei rincari e di alleggerire temporaneamente gli impegni finanziari può contribuire a garantire la continuità delle attività.

Le organizzazioni nazionali guardano adesso alla concreta applicazione delle misure, consapevoli che l’approvazione del decreto costituisce soltanto il primo passaggio. «Ringraziamo la Premier Meloni e il Vicepremier Salvini per aver compreso l’urgenza del momento e auspichiamo che prosegua il dialogo costante con le Federazioni nazionali degli autotrasportatori già a partire dall’incontro del Tavolo permanente dell’autotrasporto e della logistica che si terrà martedì 27 ottobre».

Sarà proprio il nuovo appuntamento istituzionale a rappresentare un banco di prova per verificare i tempi di disponibilità delle risorse, le modalità applicative delle nuove disposizioni e gli ulteriori interventi necessari a sostenere un settore strategico per l’economia nazionale. Sullo sfondo rimangono anche le questioni strutturali, dal rinnovo delle flotte alla competitività delle imprese, fino alla necessità di garantire tariffe sostenibili lungo tutta la filiera. Per il momento, però, le associazioni incassano il risultato ottenuto: dopo settimane di difficoltà e richieste di intervento, il Governo ha dato una prima risposta alle esigenze immediate dell’autotrasporto.