MANTOVA – Semplificazione normativa, maggiore proporzionalità nelle procedure e un accesso concreto per le micro e piccole imprese artigiane al mercato delle commesse pubbliche. È la posizione espressa da Cna in merito al dibattito sulla riforma del Codice dei contratti pubblici, sottolineando come la stabilità delle regole sia una condizione imprescindibile sia per il tessuto produttivo locale sia per la Pubblica Amministrazione.
Un quadro normativo armonizzato ma flessibile
Secondo l’associazione di categoria, la definizione di un quadro regolatorio europeo comune deve continuare a garantire ai singoli Stati membri margini sufficienti di flessibilità, indispensabili per adeguare la normativa alle specificità dei sistemi economici e amministrativi nazionali.
Pur riconoscendo i passi avanti mossi dal nuovo Codice e dal successivo decreto correttivo, Cna evidenzia la presenza di nodi ancora irrisolti relativi al dimensionamento dei lotti di gara, alla rigidità dei requisiti di partecipazione, alla disciplina del subappalto e al carico burocratico che grava sulle realtà artigiane.
Nicola Dall’Argine, presidente di Cna: «Il nuovo Codice dei contratti pubblici e il successivo correttivo hanno introdotto innovazioni importanti, ma restano diversi aspetti da migliorare: accessibilità delle gare alle piccole imprese, dimensione dei lotti, requisiti di partecipazione, subappalto, oneri amministrativi e concreta applicazione delle regole da parte delle stazioni appaltanti. Bisogna evitare che una fase ancora aperta di assestamento e miglioramento venga sostituita da una nuova stagione di forte discontinuità normativa. Le imprese e le amministrazioni hanno bisogno di stabilità e regole comprensibili».


















