MANTOVA – C’è anche Mantova tra le province lombarde interessate dall’ultimo episodio di inquinamento da ozono favorito dall’ondata di caldo. Nella giornata di ieri, giovedì 30 luglio, la centralina di Sant’Agnese ha registrato un valore massimo orario di 200 microgrammi per metro cubo, superando la soglia di informazione fissata a 180 microgrammi per metro cubo.
Lo rende noto Arpa Lombardia, che segnala come le condizioni meteorologiche di questi giorni – caratterizzate da temperature elevate, forte irraggiamento solare e atmosfera stabile – abbiano favorito la formazione dell’ozono, inquinante tipico della stagione estiva.
Se a Mantova è stata oltrepassata la soglia di informazione, in altre province lombarde la situazione è risultata ancora più critica. La soglia di allarme, fissata a 240 microgrammi per metro cubo, è stata infatti superata nelle stazioni di Calusco d’Adda (Bergamo), Valmadrera (Lecco) e Monza Parco. Valori oltre la soglia di informazione sono stati registrati anche nelle altre province della regione, con la sola eccezione di Sondrio.
L’ozono non viene emesso direttamente nell’atmosfera, ma si forma nelle giornate più calde e soleggiate attraverso reazioni chimiche tra ossidi di azoto e composti organici volatili, sostanze prodotte soprattutto dal traffico veicolare e da alcune attività industriali. L’episodio potrebbe ripetersi anche nei prossimi giorni se continueranno il bel tempo e le temperature superiori alla media. Solo eventuali temporali potrebbero determinare una temporanea riduzione delle concentrazioni.
L’agenzia regionale invita in particolare bambini, anziani e persone affette da patologie respiratorie a limitare le attività all’aperto nelle ore più calde della giornata, indicativamente tra le 12 e le 16, quando le concentrazioni di ozono raggiungono generalmente i livelli più elevati. Tra le raccomandazioni figura anche un’alimentazione ricca di frutta e verdura di stagione, fonti naturali di sostanze antiossidanti.

















