Castiglione, nuove cucine nel convento di Santa Maria grazie alla Fondazione Bam

CASTGLIONE DELLE STIVIERE – Il progetto di recupero del convento di Santa Maria a Castiglione delle Stiviere, cuore storico e spirituale legato alla memoria di san Luigi Gonzaga, compie un passo fondamentale: la realizzazione delle nuove cucine, indispensabili per avviare attività di ospitalità e accoglienza. Un intervento possibile grazie al contributo di Fondazione Bam, che ha sostenuto l’opera con 20.000 euro.

Un monumento restituito alla comunità

Nel 2025 sono stati avviati i lavori di restauro e valorizzazione del complesso, coordinati dalla Diocesi di Mantova attraverso l’Ufficio Beni culturali, in collaborazione con la Parrocchia di Castiglione e la Fondazione di religione San Luigi Gonzaga, proprietaria dell’immobile.

L’obiettivo: rendere nuovamente fruibile un luogo rimasto in stato di abbandono fin dal Settecento, restituendogli la sua funzione originaria di spiritualità, accoglienza e socialità.

Nel 2026 gli interventi sono proseguiti, coinvolgendo anche l’esterno e altre parti del complesso, consolidando un percorso di rinascita che sta riportando il convento al centro della vita pastorale dell’Alto Mantovano.

Le nuove cucine: un tassello chiave per l’ospitalità

La realizzazione delle cucine rappresenta un passaggio decisivo: senza questi spazi, il convento non avrebbe potuto accogliere in modo completo pellegrini, gruppi e famiglie.

Grazie al contributo di Fondazione Bam, che ha coperto 20.000 euro su una spesa complessiva di circa 34.000, oggi il convento dispone di: una cucina principale, destinata ai gruppi ospitati all’interno della struttura; una cucina più piccola, allestita nella barchessa Est, pensata per chi utilizzerà soprattutto gli spazi esterni, come i gruppi Scout e le attività all’aria aperta.

Questi ambienti permetteranno una gestione più autonoma, serena e continuativa delle attività, consolidando il convento come punto di riferimento pastorale e centro di accoglienza diocesano.

Un investimento sul territorio e sulla comunità

L’intervento non è solo un’opera edilizia: è un investimento sulla vita comunitaria, sulla memoria religiosa e sulla capacità del territorio di offrire luoghi di incontro, spiritualità e condivisione.