GONZAGA – La Fiera Millenaria di Gonzaga ha salutato il suo ultimo spettacolo con un’esplosione di energia, ritmo e nostalgia: sul palco i Ridillo, che in due ore hanno ripercorso 30 anni di carriera, trasformando l’area spettacoli in una grande pista da ballo.
A guidare la serata, come sempre, l’inarrestabile Daniele “Bengi” Benati, frontman e anima funky della band, capace di trascinare il pubblico con la sua verve e con quell’ironia musicale che da tre decenni è il marchio di fabbrica del gruppo.
Un viaggio musicale dal 1996 a oggi
La scaletta ha attraversato tutta la storia dei Ridillo: dal primo album del 1996, con l’immancabile Benvenuti, fino ai brani dell’ultimo lavoro Poesie orecchiabili (2025), attualmente in tournée.
Sul palco si sono alternati successi storici e pezzi più recenti, mantenendo sempre alta l’energia: Cartoline Jazz, Mondo Nuovo, Non è normale, Il poeta si diverte, Sono buono, La Giraffa, Quelli che non saluti (da Poesie orecchiabili). Non sono mancati altri successi come: Arrivano i nostri, Torno in BN, Mangio amore, Solo per noi, Navi (cover di Sitting on the dock of the Bay di Otis Redding), Aroma Funky, Fiore di carta (cover di How deep is your love dei Bee Gees; Figli di una buona stella nato nel 1997 grazie al passaggio della cometa Hale-Bopp, e poiFesta in 2 con tutto il pubblico a ballare agitando indice e medio delle mani. Infine Stasera che sera (Matia Bazar) ed infine Supermarket.
Una sequenza che ha alternato groove, soul, ironia e momenti più melodici, sempre con la cifra stilistica che ha reso i Ridillo una delle band funky più longeve e amate del panorama italiano.
La band sul palco della Millenaria
La formazione che ha infiammato la serata: Daniele “Bengi” Benati – voce e chitarra; Claudio Zanoni – tromba, chitarra e voce; Alberto Benati – tastiere; Paolo D’Errico – basso; Alessandro Lugli – batteria
Cinque musicisti affiatati, capaci di trasformare ogni concerto in un’esperienza collettiva, dove il pubblico diventa parte integrante dello spettacolo. La serata dei Ridillo ha rappresentato una chiusura ideale per la cinque giorni di spettacoli della Millenaria: un concerto che ha unito generazioni diverse, tra balli, sorrisi e quel funky che non passa mai di moda.


















