BRUXELLES – Una delegazione della Fai Cisl Asse del Po ha partecipato nei giorni scorsi alla manifestazione europea svoltasi a Bruxelles per difendere la condizionalità sociale della Politica Agricola Comune (Pac). La mobilitazione, promossa dal sindacato europeo Eeffat insieme a Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, ha visto la presenza di oltre 300 rappresentanti giunti da diversi Stati dell’Unione.
Al centro della protesta c’è il principio fondamentale che lega l’erogazione dei finanziamenti europei alle aziende agricole al pieno rispetto dei diritti, dei contratti collettivi e delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il rischio di tagli nella riforma Pac 2028-2034
Il motivo dell’allarme risiede nella posizione negoziale approvata dal Consiglio dei ministri dell’Agricoltura dell’Ue (Agrifish) in vista della riforma per il periodo 2028-2034, che propone di escludere la condizionalità sociale dal nuovo quadro normativo.
Tale decisione rischia di eliminare il meccanismo sanzionatorio che prevede la riduzione o la revoca dei contributi europei per le imprese che violano le tutele del lavoro, venendo meno a uno strumento pensato sia per salvaguardare oltre 12 milioni di lavoratori agricoli comunitari, sia per evitare forme di concorrenza sleale tra le aziende.
Le dichiarazioni del sindacato
Il segretario territoriale della Fai Cisl Asse del Po, Marco Spadari, ha sottolineato il valore strategico della trasferta belga e il principio etico alla base della battaglia sindacale:
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Contributi legati ai diritti: “Chi riceve finanziamenti pubblici deve rispettare i contratti e garantire la sicurezza. Non possiamo rinunciare a uno strumento che lega il sostegno economico europeo al rispetto dei diritti”.
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Qualità e legalità: “Vogliamo un’agricoltura giusta che valorizzi le imprese corrette. Non esiste agricoltura di qualità senza lavoro di qualità”.
La mobilitazione intersindacale proseguirà nei prossimi mesi con un’azione di pressing rivolta al Parlamento Europeo e ai singoli governi nazionali.



















