SUZZARA — In seguito alla violenta aggressione avvenuta all’alba del 5 settembre in via Cairoli, il Comitato costituente Suzzara n. 1555 di Futuro Nazionale ha diffuso una nota ufficiale dai toni istituzionali ma fermi, esprimendo solidarietà alla vittima e chiedendo interventi immediati sul fronte della sicurezza urbana.
Il movimento ha manifestato “massima vicinanza al cittadino suzzarese Vanni Bologni”, titolare dell’Antica Caffetteria, rimasto gravemente ferito e ricoverato a Reggio Emilia con la perdita della vista da un occhio. L’episodio, si legge nella nota, “deve essere considerato un fatto di estrema gravità che colpisce l’intera comunità suzzarese”.
Le valutazioni del Comitato
Futuro Nazionale sottolinea che l’aggressione “evidenzia una situazione di criticità legata al degrado e all’insicurezza delle strade cittadine”, aggiungendo che “il problema non è una percezione, ma una realtà che richiede risposte immediate”.
Il movimento ribadisce alcune posizioni già espresse in precedenza, riportate come dichiarazioni ufficiali: “Necessità della Remigrazione” — definita “priorità strategica e non negoziabile”; “Inefficacia della sola videosorveglianza” — le telecamere “non garantiscono prevenzione né sicurezza reale”; “Presidio attivo e prevenzione continua” — serve “controllo capillare dei punti sensibili della città”; “Tolleranza zero e certezza della pena” — necessaria “massima fermezza nell’applicazione delle sanzioni”.
La posizione verso l’amministrazione comunale
Il Comitato prende le distanze dalle recenti dichiarazioni del sindaco, citando il suo appello al “vogliamoci bene”, ritenuto non adeguato rispetto alla gravità dei fatti.
Nella nota si sollecita un “piano d’azione straordinario per il ripristino del decoro e della sicurezza”, con richieste che il movimento formula come proprie linee politiche: “allontanamento dei clandestini e dei residenti non integrati, riduzione dei sussidi e dell’assistenza a tali soggetti; liberazione degli alloggi popolari assegnati a stranieri; riduzione del welfare a loro favore ed infine adozione di politiche remigratorie”.

















