Il mantovano Mattia Novellini è il miglior agente di Folletto d’Italia

VOLTA MANTOVANA – Dalle cucine dei ristoranti alle porte delle case: è la parabola professionale di Mattia Novellini, 41enne di Volta Mantovana, oggi miglior venditore di Folletto d’Italia. Una storia fatta di svolte inattese, determinazione e numeri da record, che lo stesso Novellini ha raccontato anche in un’intervista al Corriere della Sera.
Per quindici anni ha lavorato come chef, abituato ai ritmi serrati della ristorazione. Poi, nel 2018, l’episodio destinato a cambiare tutto: un agente Folletto bussa alla sua porta e gli propone un aspirapolvere. Novellini accetta, lascia un acconto, ma poco dopo parte per nuove esperienze lavorative tra Spagna, Svizzera e diversi ristoranti della pianura Padana. L’acquisto resta in sospeso, finché, a distanza di mesi, riceve indietro i 20 euro versati. Un gesto di correttezza che lo colpisce al punto da spingerlo a ricontattare l’azienda e intraprendere una nuova strada.

Da quel momento inizia una carriera sorprendente nel porta a porta, all’interno della tedesca Vorwerk, che proprio quest’anno celebra 88 anni di presenza in Italia. I risultati arrivano rapidamente. Nel 2025 Novellini ha venduto 1.692 apparecchi, con una media superiore a quattro al giorno, numeri che gli hanno permesso di conquistare il titolo di miglior agente Folletto d’Italia. Un traguardo, che gli ha permesso di guadagnare circa 4 mila euro al mese, costruito attraverso una routine intensa: tra i 100 e i 120 chilometri percorsi quotidianamente in auto e oltre 18 mila passi tra citofoni, scale e ingressi.

Nel suo racconto Novellini descrive una giornata tipo scandita da incontri e lavoro di squadra: si parte al mattino con il briefing, durante il quale vengono assegnate le zone e condivisi obiettivi e strategie, per poi proseguire con le visite porta a porta. A metà giornata un momento di confronto con i colleghi, quindi di nuovo sul campo fino alla sera, quando il gruppo si riunisce per analizzare risultati e difficoltà. Dietro i numeri, però, c’è soprattutto un approccio umano. “Prima ancora del prodotto, è la persona a fare la differenza”, spiega. Empatia, energia e capacità di mettere a proprio agio l’interlocutore sono elementi fondamentali per trasformare una semplice dimostrazione in una vendita. Un metodo che lui stesso paragona a una sorta di performance: ogni incontro è diverso, ogni porta è un pubblico nuovo da conquistare. Non a caso, accanto al lavoro, Novellini coltiva anche un sogno: quello di diventare attore. Un’ambizione che trova un curioso punto di contatto con la sua attività quotidiana, dove presenza scenica, improvvisazione e capacità di coinvolgere sono qualità indispensabili.