MANTOVA – Si alza ulteriormente la temperatura politica in vista dell’arrivo di Ilaria Salis a Mantova. A due giorni dalla partecipazione dell’europarlamentare alla Festa anticapitalista organizzata da La Boje, in programma giovedì 27 agosto all’Arci Te Brunetti, si moltiplicano infatti le prese di posizione contrarie alla sua presenza. Dopo il flash mob annunciato da Gioventù Nazionale Mantova, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, per le 18.30 in piazza Martiri di Belfiore e lo striscione affisso davanti all’Arci dal Veneto Fronte Skinheads, ora intervengono anche il comitato Difendi Mantova e il circolo “Terre dei Gonzaga” di Progetto Nazionale, quest’ultimo annunciando ufficialmente la propria adesione alla manifestazione di protesta.
Difendi Mantova: “Libertà di aderire alle proteste contro Salis”
Il comitato Difendi Mantova affida a un lungo comunicato una durissima critica sia all’europarlamentare sia agli organizzatori della festa. Il gruppo afferma di essersi trovato «a dover decidere come posizionarsi» rispetto alla presenza di Salis e sostiene che sia difficile stabilire «cosa susciti più indignazione: se la sua presenza o l’operato del centro sociale organizzatore». Nel documento il comitato attacca le posizioni politiche de La Boje, pur riconoscendo come «in parte condivisibili» alcune battaglie, tra cui la denuncia delle azioni israeliane ai danni della popolazione palestinese, ritenendo tuttavia prioritaria «la tutela del popolo italiano e del nostro Stato». Molto duro il giudizio su Salis, la cui presenza viene definita «l’ennesimo punto basso per la città di Virgilio».
Difendi Mantova non annuncia una propria iniziativa autonoma, ma lascia aperta la partecipazione alle contestazioni già organizzate: «Per questi motivi, lasciamo piena libertà a chi si sente rappresentato dal nostro movimento, o ne ha fatto parte finora, di aderire alle iniziative di protesta organizzate sul territorio contro questa figura istituzionale».
Il comunicato si chiude con un messaggio rivolto anche agli organizzatori: «È tempo di dimostrare che la narrazione egemone della sinistra a Mantova è ormai giunta al termine» e si dice disponibile a «un confronto politico aperto e diretto», ribadendo però che «Mantova non è terra di conquista per la sinistra radicale e non lo sarà mai».
Progetto Nazionale “Terre dei Gonzaga” aderisce al flash mob di Gioventù Nazionale
Più netta, sul piano della mobilitazione, la scelta di Progetto Nazionale “Terre dei Gonzaga”. Il presidente del circolo Luca Viani annuncia infatti l’adesione al flash mob promosso da Gioventù Nazionale. «Invitare nella nostra città un personaggio tanto controverso e divisivo – afferma Viani – può avere solo lo scopo di provocare o peggio “giustificare”». Progetto Nazionale torna anche sulla manifestazione svoltasi lo scorso marzo, durante la quale erano comparsi cartelli per chiedere la liberazione di Maja T., coinvolta in un distinto filone giudiziario legato ai fatti di Budapest e condannata in primo grado nel febbraio scorso a otto anni di reclusione.
Viani si chiede quale messaggio voglia lanciare il centro sociale La Boje invitando Salis a Mantova e contribuendo così ad «alzare ulteriormente il livello dello scontro politico in città».
Progetto Nazionale ringrazia Gioventù Nazionale per l’iniziativa e conferma la propria presenza giovedì in piazza Martiri di Belfiore. «Saremo presenti serenamente, ma senza arretrare di un millimetro: nessuna violenza può essere giustificata in nome dell’antifascismo».


















