La terracotta nel Rinascimento mantovano: studiosi dell’Università di Trento al Museo Diocesano

MANTOVA – Una giornata di studi dedicata allo straordinario patrimonio della scultura in terracotta che ha segnato la produzione artistica mantovana tra il Quattrocento e il Cinquecento. È stato questo il tema dell’incontro svoltosi presso la Sala conferenze Paolo Pozzo del Museo Diocesano, dal titolo “Di Terra Di Fuoco – Rinascimento mantovano in terracotta: opere e protagonisti”. Tre autorevoli docenti e ricercatori dell’Università di Trento, Aldo Galli, Beatrice Rosa e Marco Scansani, si sono alternati per ripercorrere la storia e le tecniche dei grandi maestri dell’epoca. Proprio al Museo Diocesano sono conservati alcuni tra i più rilevanti capolavori di questo linguaggio plastico, tra i quali la “Madonna con cielo stellato” di Elia della Marra, il “Cristo in Pietà” di Michele da Firenze e il “Cristo Deposto” di Gian Marco Cavalli.

Ad introdurre i lavori è stato il direttore del Museo Diocesano, don Stefano Savoia: “Lo studio delle preziose sculture in terracotta custodite al Museo Diocesano sta rivelando fecondi filoni di ricerca. Le opere, alcune delle quali inedite o di recente acquisizione, contestualizzate grazie alla ricerca di studiosi di chiara fama, dispiegano così tutto il loro fascino e la loro bellezza”. All’incontro è intervenuto anche il sindaco di Mantova, Andrea Murari, che ha espresso il proprio apprezzamento per la vivacità delle attività promosse dalla struttura: “Questo luogo mantiene un rapporto stretto e vitale con il nostro territorio. Attraverso mostre e giornate di studio valorizza un patrimonio culturale straordinario che non va mai dato per scontato, ma continuamente custodito e riscoperto”. Ha preso la parola anche il presidente della Fondazione Architetti di Mantova, Vittorio Longheu: “L’arte della terracotta non rappresenta soltanto un fatto culturale, ma costituisce un elemento chiave della decorazione architettonica del nostro territorio. La terracotta nobilita l’architettura locale: questo materiale semplice è letteralmente alla base della materia e dei luoghi che abitiamo”.

I tre relatori hanno messo in evidenza le peculiarità della scultura in terracotta, un linguaggio d’arte centrale per la storia del nostro territorio ma spesso rimasto ai margini dei grandi studi. Pur essendo la nostra terra ricchissima di argilla, la produzione di opere di rilievo in questo materiale ha visto una vera svolta con l’arrivo di Michele da Firenze ed Elia della Marra, autori estremamente prolifici che nella metà del Quattrocento hanno lasciato capolavori fondamentali, seguiti a inizio Cinquecento da Gian Marco Cavalli, artista legatissimo ad Andrea Mantegna e suo prezioso collaboratore. La terracotta è un materiale umile plasmato da grandi maestri: il Mantovano vanta numerose sculture che meritano un’adeguata valorizzazione scientifica, conservate non solo al Museo Diocesano, ma anche al MACa di Mantova, al Complesso Polironiano di San Benedetto Po e in moltissime chiese della nostra provincia.

Al termine degli interventi la visita al museo per ammirare le opere guidati dai relatori, infine piacevole momento di condivisione con un coffee break realizzato grazie al prezioso contributo degli Istituti Santa Paola di Mantova. L’iniziativa è stata realizzata con il contributo di Regione Lombardia e Fondazione Comunità Mantovana, e con il sostegno della Diocesi di Mantova e di Mirabilia Odv, con la partecipazione di Università di Trento, la collaborazione della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova, della Fondazione Architetti Mantova e dell’Ordine degli Architetti.