Motteggiana celebra il Giorno del Ricordo con storia e testimonianze vive

MOTTEGGIANA – La celebrazione del Giorno del Ricordo ha trasformato la Sala Consiliare in un luogo di ascolto profondo e consapevole. Venerdì 13 febbraio, cittadini di ogni età si sono riuniti per onorare la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano‑dalmata, in un incontro che ha intrecciato rigore storico e memoria vissuta.

Dopo i saluti del sindaco Massimo Bonesi e l’introduzione dell’assessore Tiziana Piva, il professor Roberto Archi ha aperto la serata con un’analisi lucida e documentata del complesso scenario del confine orientale nel Novecento. La sua ricostruzione ha permesso di comprendere come la tragedia delle foibe e l’esodo non siano episodi isolati, ma il risultato di una lunga spirale di violenze nazionaliste e ideologiche che ha segnato profondamente il rapporto tra Italia e Jugoslavia.

Se la storia offre il quadro, la memoria gli dà un volto. Questo compito è stato affidato a Dino Grebaz, delegato dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) di Mantova, che con la sua testimonianza ha restituito umanità a un dramma spesso raccontato solo nei numeri. Le sue parole hanno evocato famiglie costrette a lasciare tutto, identità sospese, accoglienze difficili. Un racconto che ha commosso i presenti e ricordato quanto l’esodo sia stato un trauma collettivo ancora vivo.

L’incontro ha ribadito che ricordare non significa riaprire ferite, ma ridare dignità a chi è stato dimenticato e promuovere una riflessione condivisa sul valore della pace e della convivenza civile. A chiudere la serata è stato il vicesindaco Massimo Paini, che ha letto un passaggio del discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricordando come la tragedia del confine orientale sia una “componente indissolubile della nostra storia” e come il ricordo debba essere un impegno quotidiano contro l’indifferenza.