Non solo uova di cioccolato, anche a Mantova rincari su colombe e prodotti tipici

La Pasqua di quest’anno rischia di essere più salata che dolce, complice il rincaro dei prodotti simbolo delle festività, dalle uova di cioccolato alle colombe.
Secondo i dati nazionali, ma Mantova e la Lombardia si confermano in linea con il trend, il cioccolato ha registrato aumenti fino al 19%, con una media attorno al +6%. Più contenuti, ma comunque presenti, i rincari delle colombe, che segnano un incremento medio dell’1%, con punte che in alcuni casi arrivano al 7%. Un trend, quello del cioccolato, che non rappresenta una novità: già nel 2025 si registrava una crescita costante dei prezzi. Restano molto ampie le differenze di costo sul mercato. Per le uova di Pasqua si passa da poco più di 8 euro fino a oltre 130 euro al chilo, mentre per le colombe si arriva a una forbice di circa 50 euro/kg. Nei supermercati un uovo di Pasqua costa mediamente intorno ai 14 euro, ma in pasticceria può raggiungere anche i 45 euro.
Nel frattempo, i consumatori cercano di contenere la spesa, anche se uno su tre è convinto che alla fine spenderà più dello scorso anno.

NON SOLO DOLCI, MA ANCHE PIATTI TIPICI
Non solo uova e colombe: secondo un’indagine dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, che ha monitorato i costi dei prodotti tipici pasquali, anche gli altri alimenti legati alla tradizione registrano aumenti medi del +5,2% rispetto al 2025, con punte che possono arrivare all’8%.
Sul fronte delle carni i prezzi di agnello e coniglio crescono del +10%. Aumentano anche le uova fresche, con la confezione da 10 pezzi che registra un incremento dell’8%.

I CONSIGLI “SALVA PORTAFOGLIO”
In questo contesto non mancano i consigli “salva portafoglio”. Il primo è evitare sprechi e pianificare il pranzo pasquale senza acquisti eccessivi, privilegiando prodotti locali. Attenzione anche alle offerte: “Non sempre sono convenienti – sottolinea l’Osservatorio –. È importante verificare il prezzo precedente, controllare la data di scadenza ed evitare acquisti impulsivi solo perché il prodotto è in promozione”.
Fondamentale anche la lettura dell’etichetta: dagli ingredienti all’origine delle materie prime, dalla presenza di allergeni alla percentuale di cacao nelle uova di cioccolato. Per colombe e prodotti da forno, inoltre, è consigliabile verificare la presenza di grassi vegetali di bassa qualità.

I DATI IN LOMBARDIA
In Lombardia, nonostante le difficoltà, l’alta qualità dei dolci pasquali resta garantita grazie a circa 4mila imprese artigiane e a 273 prodotti della tradizione.
“La qualità dei dolci pasquali lombardi nasce dal lavoro quotidiano di oltre 4mila imprese artigiane, che trasformano materie prime e tradizione in valore economico e culturale per i territori” – spiega Caterina Margini, membro di Giunta, presidente della categoria Alimentaristi e titolare della Pasticceria Atena di Sabbioneta – “Oggi però questo patrimonio è messo alla prova da criticità importanti, come l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia. Difendere e sostenere queste imprese significa tutelare un pezzo identitario del nostro Made in Italy e garantire un futuro a competenze che non possono andare disperse”.

Secondo l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, nella regione i consumi dei dolci pasquali intercettano l’offerta di circa 6mila pasticcerie e imprese del settore dolciario, che comprende pasticceria fresca, gelati, biscotti, cacao, cioccolato e confetteria. Si tratta di un comparto a forte vocazione artigianale: oltre 4mila imprese, pari al 68,4% del totale.
A livello provinciale, più di tre imprese su quattro sono artigiane a Sondrio (89,5%), Bergamo (77,3%), Brescia (77,2%), Mantova (77,0%) e Lecco (75,7%).

Sul fronte dei costi di produzione, persistono le tensioni legate alle materie prime, in particolare cacao e cioccolato. A febbraio 2026 si registrano rincari significativi: cacao in polvere +17% su base annua, caffè +12,9% e cioccolato +6,8%. A preoccupare le imprese sono anche le possibili ripercussioni della guerra del Golfo sui prezzi dell’energia, con effetti potenzialmente rilevanti sugli equilibri economici del settore.